Un Baturina d'oro, tra gol e assist il Como e la Croazia sognano
La Gazzetta dello Sport

Un Baturina d'oro, tra gol e assist il Como e la Croazia sognano

Giovedì 26 marzo 2026
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Con un 2026 al top ha convinto Fabregas e il ct della sua nazionale

Con un 2026 al top ha convinto Fabregas e il ct della sua nazionale

Vincenzo Di Schiavi Giornalista 26 marzo - 10:08 - MILANO

Un girone di andata per osservare, empatizzare, comprendere filosofia e potenzialità del sistema raffinato e vincente di Cesc Fabregas. Ma, soprattutto, per capire il proprio ruolo nei gangli di quella macchina quasi perfetta. Poi Martin Baturina è esploso. Il fantasista croato sta ripagando con gli interessi quei 25 milioni spesi dal Como in estate per portarlo in riva al lago. Definirlo scommessa vinta è fuorviante e pure ingeneroso: Martin era nel mirino di molti, dopo i bagliori alla Dinamo Zagabria, le 13 presenze in Champions e il brivido del gol (uno anche al Milan). No, non veniva dal sommerso, ma il Como non ha avuto indugi a scucire una cifra importante, battendo sul tempo la concorrenza. Il punto però è un altro: sotto le cure di Fabregas sta trascendendo le aspettative, protagonista ora di una crescita tumultuosa.

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Metamorfosi

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Un unico acuto contro il Torino nel girone di andata, vissuto a singhiozzo da vice Paz, poi la svolta in quello di ritorno: cinque gol e tre assist. L’incipit contro il Bologna con una perla da sinistra a santificare una gara ripresa per i capelli. Da lì i guizzi con Lazio, Torino, Cagliari e Pisa. Quasi un gol ogni due partite e una duttilità ad alta qualità che gli ha permesso di trovare il suo posto nel mondo di Fabregas. Partendo a volte largo a sinistra per poi accentrarsi e lavorare secondo la propria indole che è quella del trequartista o della mezzala creativa. Passo, visione e talento hanno spinto il tecnico spagnolo a preferirlo anche agli esterni puri, andando immediatamente all’incasso. Un dato su tutti: nel 2026, nessun centrocampista ha segnato più gol di Baturina in A, cinque al pari di Scott McTominay. E nei cinque campionati top in Europa hanno fatto meglio solo Amiri (Magonza, 7), Baumgartner (Lipsia, 6) e Palmer (Chelsea, 6). L’accelerazione con vista Champions è figlia certo di una crescita collettiva, dove però spicca il fatturato del croato che ha pure attutito le “pause” di Nico Paz di cui è l’erede designato, qualora l’argentino dovesse salutare a fine stagione. Martin sta studiando anche in quel senso e lo sta facendo con profitto.

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Il sogno

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"Non è stato facile all’inizio, perché mi sono confrontato per la prima volta con un calcio diverso, in un Paese diverso dal mio, ma ho sempre creduto nelle mie qualità – ha detto il centrocampista dopo il 5-0 al Pisa -. E volevo mostrarle con i gol e gli assist. Mi sento importante, ma qui lo siamo tutti e questa è la nostra forza. La classifica ogni tanto la guardo e noi siamo lì, con Juve, Roma e Atalanta. Dobbiamo continuare a vincere, sarà una grande battaglia. La Croazia? Mi aspetto sempre una chiamata". Che infatti, dopo tre mesi al top, è arrivata. Stasera l’amichevole con la Colombia, martedì 31 la sfida di gala al Brasile. A Orlando, Stati Uniti. Dove Martin Baturina a giugno sogna di tornare.

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