La Red Bull non va: Verstappen, nervosismo alle stelle. "Caccia" un giornalista a Suzuka
La Gazzetta dello Sport

La Red Bull non va: Verstappen, nervosismo alle stelle. "Caccia" un giornalista a Suzuka

Giovedì 26 marzo 2026
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"Non parlo finché lui non se ne va". Max si è rifiutato di iniziare la sessione media finché un inviato del The Guardian non avesse lasciato la sala. L'olandese non ha dimenticato una valutazione non gradita al suo incidente con Russell dell'anno scorso. Ma dietro c'è molto altro 

"Non parlo finché lui non se ne va". Max si è rifiutato di iniziare la sessione media finché un inviato del The Guardian non avesse lasciato la sala. L'olandese non ha dimenticato una valutazione non gradita al suo incidente con Russell dell'anno scorso. Ma dietro c'è molto altro 

Giusto Ferronato Giornalista 26 marzo - 12:03 - MILANO Max Verstappen, 28 anni, 4 titoli iridati in F1

Il primo incidente del GP del Giappone si è verificato giovedì, non in pista ma nell'hospitality della Red Bull a Suzuka. Un incidente diplomatico. Max Verstappen si è rifiutato di iniziare la sessione media finché un inviato del The Guardian non avesse lasciato la sala. “Un secondo”, ha detto l'olandese, interrompendo la prima domanda. “Non parlo finché lui non se ne va”. Lo scambio è stato breve. Il giornalista ha chiesto se la reazione fosse collegata a una domanda posta ad Abu Dhabi, a fine 2025, sull'incidente di Barcellona con George Russell. Verstappen ha confermato, intimandogli più volte di uscire. Solo dopo che il giornalista aveva lasciato la sala, il quattro volte campione del mondo ha dichiarato: “Ora possiamo iniziare”. 

VIDEO: Suzuka ai raggi x: in curva 16 la staccata più dura

il pregresso

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Il nodo risale al GP di Spagna 2025. In quell'occasione Verstappen era entrato in contatto con Russell in un momento di “colpo di testa agonistico” che i piloti descrivono come un'improvvisa perdita di lucidità per eccesso di adrenalina. L'episodio era stato giudicato importante nel contesto del campionato: a fine anno Verstappen aveva perso il titolo piloti contro Lando Norris per soli due punti. Ad Abu Dhabi, a campionato appena concluso, il Guardian gli aveva chiesto di guardare con il senno di poi a quell'errore specifico. 

l'ammissione

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Verstappen si era risentito e aveva considerato quella valutazione riduttiva nell'economia della stagione. Ai microfoni di ViaPlay, però, aveva ammesso che Barcellona rappresentava l'”unico punto di critica” che si sentiva di muovere alla sua intera stagione 2025, spiegando che avrebbe potuto accettare di non avere una macchina abbastanza veloce in quel momento, ma che il suo istinto competitivo lo aveva spinto diversamente. L'aveva riconosciuto privatamente, ma evidentemente aveva trovato inaccettabile che la stampa continuasse a focalizzarsi su quell'unico episodio come chiave di lettura dell'intera sconfitta.  

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nervosismo

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L'episodio di Suzuka, comunque, si inserisce in un quadro di crescente insofferenza dell'olandese. Il 2026 è cominciato nel peggiore dei modi per la Red Bull: solo otto punti raccolti nei primi due weekend di gara, con un ritiro in Cina e un sesto posto in Australia. A Shanghai la situazione era risultata particolarmente critica: Verstappen aveva descritto la RB22 come “impossibile da guidare”, con un assetto “completamente scollegato” che non gli permetteva di trovare alcun riferimento. Critiche che poi si sono estese all'intero pacchetto regolamentare 2026.  È in questo contesto che va letto ciò che è accaduto giovedì mattina a Suzuka. Un pilota sotto pressione tecnica, con una macchina lontana dai vertici per la prima volta dopo anni di dominio, che arriva al terzo appuntamento stagionale portando ancora con sé il peso di una stagione precedente chiusa a meno due punti dal titolo. Lo spiacevole episodio con il cronista del Guardian è un segnale di quanto la soglia di tolleranza si sia abbassata.

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