Magherini: "Io, dal Milan alle scommesse, ma era tutto falso. Mio figlio picchiato, non doveva morire così..."
L’ex centrocampista del Diavolo di Nereo Rocco si racconta: "Ecco come andò la fatal Verona. Smisi per colpa del calcioscommesse, tutte invenzioni". Poi il ricordo della tragica fine di Riccardo
L’ex centrocampista del Diavolo di Nereo Rocco si racconta: "Ecco come andò la fatal Verona. Smisi per colpa del calcioscommesse, tutte invenzioni". Poi il ricordo della tragica fine di Riccardo
Lorenzo Cascini Giornalista 27 marzo 2026 (modifica alle 09:17) - MILANODa dodici anni una missione gli occupa la testa. Giorno e notte, tanto da diventare la sua ragione di vita. “Voglio giustizia per Riccardo”. Guido Magherini risponde con la voce rotta di chi combatte da anni e vive nel ricordo. Suo figlio è morto il 3 marzo del 2014, stroncato da un arresto cardiaco, mentre era in manette. “Era stato arrestato per un litigio con un tassista, aveva sbagliato ma non meritava di morire”. Secondo le testimonianze dei presenti i carabinieri l’hanno immobilizzato e preso a calci. “E non hanno fatto nulla nel momento in cui ha chiesto aiuto”. Guido, prima di dover affrontare tutto questo, è stato un calciatore: centrocampista o mezza punta all’occorrenza. Ha giocato nel Milan di Nereo Rocco, con Rivera e Trapattoni.
La vicenda della morte di suo figlio la tormenta da oltre dodici anni.
“Riccardo è una parte di me. Lo porto nel cuore e mi batto dal giorno della sua morte per avere giustizia. Sono situazioni che ti fanno sentire impotente, non sai con chi prendertela”.
E sente di averla avuta giustizia, finalmente?
“La Corte Europea dei Diritti dell’Uomo ci ha dato ragione all’unanimità e ci ha risarcito. Ma ci sono voluti anni e anni di battaglie. Dall’Italia, invece, nessun riconoscimento...”.
Con qualcuno di quei carabinieri ha mai parlato?
“No. Li ho incrociati solo al processo e non mi guardavano nemmeno in faccia. Avevano la testa china e lo sguardo basso. Ma nessuno mi ha mai chiesto scusa. E neanche ci tengo”.
Lo stadio Franchi di Firenze la domenica dopo espose uno striscione. “Riccardo Vive”.
“È stata solo una delle grandi manifestazioni d’affetto che ci ha riservato il mondo del calcio nel tempo. Io ho giocato tanti anni, mio figlio per un po’ è stato nelle giovanili della Fiorentina prima di infortunarsi. Oggi non seguo più niente, però. Quello che è successo ha cambiato completamente il mio rapporto con il calcio. Ora, però, ho un obiettivo e sto per realizzarlo: a Riccardo verrà intestata una strada o un parco, qui a Firenze. Non ripaga il dolore e le tante battaglie, ma trovo sia una cosa significativa”. Diceva di tante manifestazioni d’affetto ricevute, un esempio?
“Giancarlo Antognoni è sempre presente per noi. È venuto tante volte a celebrazioni o eventi in cui abbiamo ricordato Riccardo. Poi vorrei ringraziare Spalletti. Luciano al tempo allenava lo Zenit e venne appositamente dalla Russia per partecipare a una messa nella Chiesa di Santo Spirito. Fu una sorpresa, ma credo faccia capire quanto anche il mondo del calcio si sia stretto attorno al nostro dramma. Poi anche la squadra della Fiorentina, la dirigenza e la società. Negli anni abbiamo sempre sentito affetto. Ora, però, possiamo passare a parlare di calcio, se preferisce”.
Antognoni è stato sempre presente per noi. E poi vorrei ringraziare Spalletti
Guido MagheriniPassiamo al calcio, allora. Lei è cresciuto nel Milan di Nereo Rocco. Ricordi?
“Sono cresciuto in rossonero, ho fatto tutta la trafila. Il Paròn mi apprezzava molto. Mi diceva “stai sempre dietro a Trapattoni, devi fare i passi piccoli come lui”.
Eppure, Giovanni era dieci centimetri più basso. Ma è servito, sono cresciuto molto. Il Milan mi prese dalla Rondinella, spendendo 11 milioni. Tantissimi per un sedicenne. E Rocco non perdeva occasione per ricordarmelo: “Con tutto quello che ti abbiamo pagato devi volare in allenamento”. E così via tutto il tempo. Sembrava un burbero, ma con me è sempre stato paterno. È venuto anche al mio matrimonio, lui come Rivera”.
Già, Rivera. Un flash su Gianni?
“Gianni era il Milan. Ci rappresentava in tutto e per tutto. Lui, Trapattoni e Cudicini erano i veri leader del gruppo. Rivera parlava poco, ma quando lo faceva stavano tutti ad ascoltarlo. C’era un senso di rispetto che andrebbe insegnato al giorno d’oggi”.
Lei era in panchina il giorno della Fatal Verona. È riuscito a darsi una spiegazione nel tempo?
“Venivamo da una partita massacrante a Salonicco in Coppa. Eravamo stanchissimi. Ricordo Rocco che protestava per il mancato rinvio della gara. Io ero in camera con Chiarugi, non dormimmo tutta la notte per la tensione. A Salonicco c’erano quattro gradi, a Verona circa quaranta. Sembrava di stare in un frullatore. Mi viene in mente il lungo silenzio dello spogliatoio dopo la sconfitta”.
Dopo aver girato un po’ tra Serie A e B fu costretto a smettere per il Calcioscommesse. Dissero che lei fosse d’accordo nella combine di Palermo-Lazio e Taranto-Palermo, come andarono le cose?
“Si parlò di “Serie A in manette” ma nel mio caso non c’è molto da dire. Io non ne so davvero nulla. Mi accusarono di aver incontrato Wilson e Giordano e di essere d’accordo sul risultato della partita. Cose mai successe. Pensi che quella partita non si giocò nemmeno perché loro arrivarono tardi: poi si figuri… combinare un’amichevole. Folle anche solo a pensarci”.
E sul quel Taranto-Palermo? Niente di vero?
“No. Niente. Dicevano io fossi il cervello dell’operazione, ma io non ero al corrente di nulla né ho mai incontrato Cruciani. Lui disse di avermi incontrato in albergo, ma quando mai. Non ci siamo scambiati soldi, nulla. L’unica cosa che io avevo da dire in mia difesa era che in quella partita — a Taranto —, sono stato il migliore in campo. Ho fatto un assist per il gol decisivo e abbiamo vinto”.
- Il calcioscommesse e il mio incontro con Cruciani? Pure invenzioni
Da lì in poi non è più tornato in campo?
Pronostici sulla Serie A generati dalla nostra IA. Prova gratis Gazzetta AI Predictor.
“Sono stato squalificato per tre anni e sei mesi e poi non ho più avuto stimoli. Ero schifato dal sistema e non mi sembra sia tanto cambiato”.
Leggi anche Operazione Nostalgia fa tappa a Roma: da Totti a Nesta, al PalaEur la sfida di tanti ex...Statistiche Fantacampionato: i 3 attaccanti migliori per fantamedia finora© RIPRODUZIONE RISERVATA