Sette milioni di italiani vivono in condizione di "povertà dei trasporti": ecco cosa significa
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Sette milioni di italiani vivono in condizione di "povertà dei trasporti": ecco cosa significa

Lunedì 30 marzo 2026
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Sono milioni gli italiani che fanno fatica a sostenere i costi del trasporto pubblico o privato e che vivono in aree con servizi insufficienti per accedere ai servizi essenziali

Sono milioni gli italiani che fanno fatica a sostenere i costi del trasporto pubblico o privato e che vivono in aree con servizi insufficienti per accedere ai servizi essenziali

Marco Bruckner 30 marzo - 18:15 - MILANO Più di sette milioni di italiani vivono in condizione di "povertà dei trasporti", avendo dunque difficoltà ad accedere ai servizi essenziali

Più di sette milioni di italiani vivono in condizione di "povertà dei trasporti". Con questo termine ci si riferisce a una forma di vulnerabilità sociale che si declina nell'incapacità di sostenere i costi del trasporto pubblico o privato e nella mancanza, o nell'accesso limitato, ai trasporti necessari per accedere ai servizi essenziali, al lavoro e alle opportunità economiche e sociali. Un dato elaborato nel primo Green Paper realizzato sulla povertà dei trasporti in Italia, presentato dal Transport Poverty Lab e promosso dalla Fondazione per lo Sviluppo Sostenibile, con il supporto di vari enti e istituzioni, tra cui il Mit (ministero delle Infrastrutture e dei Trasporti). Uno studio che sottolinea anche come 1,2 milioni di famiglie si trovino allo stesso tempo a rischio povertà e costretti a sostenere importanti costi di mobilità. Lo studio evidenzia anche l'esistenza di grandi differenze d'accesso ai trasporti presenti tra Nord e Sud Italia, oltre che raggruppare i cittadini in quattro macro-tipologie distinte in base alle diverse possibilità di spostamento. Andiamo a scoprirle.

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differenza nord-sud

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Come detto, in Italia esiste un divario territoriale importante tra Nord e Sud circa le possibilità di trasporto dei cittadini. In alcune aree della Sardegna e della Sicilia, per esempio, la disponibilità di trasporto pubblico locale scende sotto i 200 posti-km contro una media nazionale di 4.623 e picchi da oltre 16.000 registrati a Milano. Una tendenza evidente anche nei dati regionali: in Calabria il tasso di famiglie vulnerabili per quanto riguarda l'accesso ai trasporti supera il 10%, mentre in Trentino-Alto Adige scende sotto il 2%.

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quattro gruppi di cittadini

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Il Green Paper suddivide i cittadini in quattro macro-tipologie, che vanno dalla più alla meno vulnerabile in termini di accesso ai trasporti. Le persone in condizione di vulnerabilità assoluta sono quelle che, oltre a percepire un basso reddito, vivono in territori in cui sono assenti o esigue le opzioni di trasporto. Chi è in condizioni di vulnerabilità territoriale può invece permettersi di sostenere costi di trasporto privato, ma vive in luoghi con una scarsa rete di trasporto pubblico locale, ritrovandosi dunque a dover utilizzare spesso il proprio veicolo personale. Discorso contrario per chi si ritrova in condizioni di vulnerabilità personale, dunque residente in un luogo ben servito dalla rete di trasporti, ma con capacità personali limitate, che finiscono con ridurre la possibilità di fruire di questi stessi servizi o del proprio mezzo privato. Infine, c'è il gruppo di chi vive in territori ben serviti dal trasporto pubblico e che percepiscono un reddito adeguato a sostenere i costi di trasporto. Alle vulnerabilità qui elencate, se ne aggiunge una indotta tramite legislazioni introdotte per promuovere la mobilità sostenibile, ma che hanno un impatto diretto a livello economico sui cittadini. Una vulnerabilità riconosciuta dal Fondo sociale per il Clima (istituito dal regolamento europeo): per arginarla il Fondo stesso utilizzerà circa 85 miliardi di euro nel periodo 2026-2032 (9 sono destinati all'Italia). Si tratta di risorse che verranno utilizzate soprattutto per incentivare l'acquisto (o noleggio) da parte di privati e imprese di veicoli a basse emissioni e con un impatto ambientale ridotto. 

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