Notte Mondiale: tutti con l'Italia, c'è l'America da conquistare. Gattuso ha scelto la formazione
In Bosnia il ct conferma la squadra della semifinale: davanti Kean e Retegui. Contro Dzeko gli azzurri devono evitare un’altra Apocalisse, la terza consecutiva
In Bosnia il ct conferma la squadra della semifinale: davanti Kean e Retegui. Contro Dzeko gli azzurri devono evitare un’altra Apocalisse, la terza consecutiva
Dal nostro inviato Fabio Licari 31 marzo - 00:59 - ZENICA (BOSNIA ERZEGOVINA) Moise KeanLa storia siamo noi, con i quattro Mondiali, tutte le partite epiche che si rincorrono in queste ore tra i nostri ricordi e un azzurro che faceva paura. Ma la storia cambia di continuo, anche i grandi imperi sono crollati un giorno. Adesso, ora, subito, dobbiamo invertire la parabola discendente, qui nel freddo neanche impossibile e nel fango di Zenica, contro la Bosnia. Non la Germania o l’Inghilterra. "Siete messi male se avete paura del Galles e preferite noi", ha detto saggiamente Dzeko, smascherando tutte le ipocrisie. Non c’è una terza via: facciamo l’Italia e andiamo al Mondiale, oppure ci arrendiamo all’imperfezione del numero tre, terza apocalisse di fila, che poi è anche solitudine. Saremmo gli unici a restare a casa tra i campioni e tra quelli nella top 10 del ranking Fifa (non per molto). Tutti con Gattuso e gli azzurri allora. Per prenderci l’America.
VIDEO: Se l'Italia venisse eliminata...? La reazione di Gattuso alla domandaAttenzione dietro
—Ritornano i temi della vigilia con l’Irlanda del Nord. Siamo più forti, ma di facile, di scontato, non c’è più niente, non per noi almeno. La Spagna e la Francia hanno un’altra dimensione, noi siamo costretti a ricorrere all’arte di arrangiarci. Come dice Gattuso, alla bellezza pensiamo dopo. Di nuovo un’Italia operaia come il ct, ed è un bene, quando si fa gruppo ci siamo. La Bosnia non ha niente da perdere, l’Italia tutto. Se per noi è la partita degli ultimi vent’anni, per loro quella della vita. Sono superiori ai nordirlandesi, più squadra, più compatti e tecnici. Sanno sporcare i momenti e ripartire in velocità, la cosa che ci preoccupa di più: le due o tre volte che i verdi di O’Neill hanno verticalizzato a Bergamo, infatti, la nostra difesa non ha mai dato l’impressione di respingerli senza paura. Al contrario ha tremato un po’, Cannavaro dove sei?, e non soltanto per la comprensibile emozione di un appuntamento da non perdere.
Kean-Retegui
—Gattuso ha confermato la squadra di Bergamo, quello che fanno i ct dopo un successo. In realtà soltanto uno sembrava in discussione e non era Locatelli. Lo juventino, criticato per essersi abbassato su Bastoni, in realtà ha evitato guai peggiori. Stasera sarà sicuramente peggio, con le discese dalle fasce e la profondità di Demirovic. E poi uno dei due mediani del 4-4-2 bosniaco va sempre in pressione altissima sul play, quindi Loca sarà più di sbarramento che d’impostazione. Il dubbio era Retegui-Esposito: il senso di riconoscenza per chi, fino a Bergamo, non ha mai tradito contro il nuovo che avanza e meriterebbe. Gioca Retegui. Può essere un rischio concedere un tempo alla Bosnia, ma forse è da correre per non perdere l’italo-argentino che si gioca anche l’immagine di mercato. Intoccabile Kean che sa fare reparto da solo, speriamo che la manovra si velocizzi in Politano, Barella e Dimarco, senza però dimenticare che i bosniaci pressano e ripartono.
Più spazi per noi
—Contro il Galles hanno mostrato due facce, una estremamente difensiva, esaltata da un Muharemovic impeccabile al centro, una ripartente con le discese di Dedic a destra, gli scatti in dribbling di Alajbegovic, non sicuro dal 1’, e la coppia Demirovic-Dzeko: Edin qui è un mito vivente, non più mobilissimo, ma in area sempre un pericolo, e fa sponda micidiale al centro per il compagno dello Stoccarda che non si ferma mai ma per fortuna è parso impreciso. I bosniaci sono molto fallosi, se superati non ci pensano due volte a stangare. Si sono stancati di più con il Galles. Questa partita si vince con gente che supera l’uomo e subisce fallo, si perde se non stiamo attenti a rilanci lunghi e alti, e ai cross tagliati in area. Poi loro si richiudono in difesa, non blindatissimi se presi in velocità, con un possesso medio basso (48%), ma non inesistente come quello dei nordirlandesi (35%). Forse meglio: ci saranno più spazi. Forse.
Zenica o San Siro
—Fatto l’errore del video che ha caricato i bosniaci, ma Gattuso è stato splendidamente galante con la Bosnia ieri, non commettiamo un secondo sbaglio sopravvalutando uno stadio con 9mila tifosi, noi che giochiamo a San Siro e all’Olimpico. Paura di che? Il fango non aiuterà ma – guardiamoci negli occhi – siamo tanto più tecnici dei bosniaci? Una volta, forse. E poi tutta questa fortezza inespugnabile non si vede. Negli ultimi tre anni la Bosnia ha vinto a Zenica cinque volte (Islanda, Liechtenstein, Cipro, San Marino, Romania) e perso con Lussemburgo, Portogallo, Slovacchia, Ucraina, Germania, Ungheria e Austria, più un pari con l’Olanda. Se perdiamo, sarà per colpa nostra, non per l’ambiente o per l’arbitro (salvo disastri che il nome garanzia di Turpin dovrebbe scongiurare). Ma non possiamo permettercelo. Vai Italia. Prenditi l’America. Prenditi il mondo.
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