Arnoux: "Kimi mi ricorda Hamilton e Senna. Il titolo mondiale? Impari da Prost e Lauda"
L’ex ferrarista: "Ha vinto in F1 a 19 anni, bruciando le tappe come Lewis, ai miei tempi si debuttava a 30... Ha l’abilità di adattare subito il suo stile alle varie monoposto, era una dote di Ayrton"
L’ex ferrarista: "Ha vinto in F1 a 19 anni, bruciando le tappe come Lewis, ai miei tempi si debuttava a 30... Ha l’abilità di adattare subito il suo stile alle varie monoposto, era una dote di Ayrton"
Alessandro Miglio Giornalista 31 marzo - 09:00 - MILANOAndrea Kimi Antonelli sta battendo molti record di precocità, tra cui quello per il più giovane pilota in testa alla classifica. Ai tempi di René Arnoux era impensabile che un 19enne potesse lottare per il Mondiale: "Io ho debuttato in Formula 1 a 30 anni. Adesso il percorso dei piloti è molto diverso, salgono prestissimo sui kart e arrivano prima nella massima serie. Antonelli mi ricorda Lewis Hamilton, che come lui ha bruciato le tappe. Entrambi sono cresciuti nel vivaio di un team di vertice, l’italiano in Mercedes e il britannico in McLaren, ottenendo ottimi risultati in tutte le categorie. Poi hanno avuto l’occasione di correre subito con una macchina competitiva, il che ha dei pro e dei contro. Da un lato un giovane deve gestire pressioni più alte, rischiando di bruciarsi, ma dall’altro ha l’opportunità di competere per gli obiettivi più importanti. Io ho debuttato con la Martini nel 1978 e in quel campionato non ho raccolto nessun punto. Il primo podio l’ho conquistato a quasi 31 anni. A quell’età Hamilton era già tre volte campione del mondo. Antonelli non sappiamo ancora dove arriverà, ma non deve porsi limiti".
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"Sa reagire come Lauda e Prost"
—L’obiettivo di Antonelli è diventare campione del mondo: per riuscirci deve gestire tutti i momenti dei weekend, essere costante nei risultati e non lasciarsi condizionare dai problemi. "In questo Niki Lauda e Alain Prost erano dei maestri, non a caso hanno conquistato sette titoli iridati (tre l’austriaco e quattro il francese). Kimi può imparare molto recuperando le loro gare, ma parte già da un’ottima base. Il suo inizio di campionato è stato positivo perché ha superato con disinvoltura momenti che avrebbero potuto abbatterlo. In Australia ha portato a casa un buon secondo posto, dopo aver rischiato di non prendere parte alle qualifiche per via di un incidente nella terza sessione di prove libere. In Cina si è riscattato dopo una Sprint Race complicata, mentre in Giappone ha rimontato dopo una brutta partenza. La Safety Car lo ha aiutato, ma il suo ritmo era il più veloce. Deve continuare così, anche perché in una stagione così lunga gli episodi sfavorevoli sono inevitabili".
"sul bagnato corre come me"
—Ci sono alcuni piloti che sul bagnato si esaltano e Antonelli è sicuramente uno di questi: lo scorso anno in Australia, al debutto nella massima serie, ha recuperato dalla 16ª alla quarta posizione. "Sotto questo aspetto io e Kimi siamo simili. Anche a me piaceva guidare sotto la pioggia perché riuscivo a fare la differenza. Ricordo che nel 1989 con la Ligier, una macchina poco competitiva, ho ottenuto un incredibile quinto posto, salvando la squadra dal punto di vista economico. Infatti, mi hanno abbracciato tutti quando sono rientrato ai box. Se ci ripenso mi chiedo come ho fatto a tenere la vettura in pista, pioveva tantissimo. La capacità di guidare sul bagnato è tipica dei campioni. E Antonelli mi ha impressionato quando ha vinto la Sprint Race della Formula 2 a Silverstone. Le condizioni erano difficili, ma lui ha mostrato un talento cristallino. Non è un caso che Toto Wolff lo abbia preso subito in Mercedes, sorprendendo molte persone. Per quanto mi riguarda ha già vinto la scommessa: Kimi ha ampiamente dimostrato il suo valore".
"mi ricorda senna"
—Le monoposto sono cambiate drasticamente rispetto allo scorso anno, ma Antonelli ha mostrato un’ottima capacità di adattamento: "Non era scontato che si trovasse subito così bene, anche perché ha meno esperienza del compagno di squadra George Russell. Tra i piloti del passato c’era Ayrton Senna che riusciva a ottenere il massimo in qualsiasi condizione. Il brasiliano aveva un talento veramente straordinario, lo ha dimostrato conquistando successi e lottando per il titolo anche con macchine non eccezionali. Kimi ha avuto un percorso diverso, non ha mai corso in un team come la Toleman, ma ha messo in mostra la sua versatilità. Quest’anno ha dovuto cambiare stile di guida rispetto al 2025, a causa della rivoluzione regolamentare, e in poco tempo ha raggiunto un livello impressionante. Sono curioso di vedere quanto crescerà nei prossimi anni".
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