Joao Mario, messaggio alla Juve: "Posso ancora avere un futuro lì. Dipende da me e da... Spalletti"
Il portoghese parla in patria e racconta la sua esperienza bianconera prima del prestito al Bologna, con il quale si sta rilanciando. E non perde la speranza di tornare alla Continassa da protagonista
Il portoghese parla in patria e racconta la sua esperienza bianconera prima del prestito al Bologna, con il quale si sta rilanciando. E non perde la speranza di tornare alla Continassa da protagonista
31 marzo - 11:53 - MILANO"Partire per tornare non è certo andar via", cantava Riccardo Cocciante. Parafrasandolo, anche Joao Mario non si rassegna all'idea di lasciare definitivamente la Juve dopo il prestito di gennaio al Bologna. Che, comunque, lo sta rilanciando, grazie a 8 partite su 13 possibili giocate da titolare nella squadra di Italiano dopo gli appena 373' disputati in cinque mesi in bianconero. "Qui posso dimostrare che posso giocare in Serie A e mostrare il mio potenziale - ha confessato l'ex Porto in un'intervista a "A Bola" -. Posso ancora avere un futuro alla Juventus, è anche un'opportunità per dimostrare che posso davvero fare la differenza in questo campionato, molto tattico e molto fisico".
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—Per il portoghese, il problema di ambientamento in Italia è stato soprattutto questo. "Qui gli allenatori hanno una mentalità un po' più prudente, anche se ovviamente devo attaccare e difendere", ha aggiunto. Eppure, il suo inizio alla Continassa non era stato così male: 3 gare cominciate dal 1' nelle prime 7 e, in generale, un tecnico che sembrava puntare su di lui. "Stavo giocando, ho avuto opportunità da titolare, entravo quasi in tutte le partite, sentivo che le cose andavano come mi aspettavo - ha spiegato ancora Joao Mario -. Certo, non sono stato ingenuo al punto da pensare di impormi subito alla Juventus: è un club diverso, con una cultura diversa, era normale che fosse necessario un processo di adattamento. Ero felice, ma a un certo punto ho sentito che lo staff tecnico cercava caratteristiche diverse per il mio ruolo e ho iniziato a perdere spazio. Con Tudor ho giocato di più quando la squadra era in svantaggio, ma era comunque meno di quanto mi aspettassi".
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joao mario e il dialogo con spalletti
—La vera differenza, però, è stata l'arrivo di Spalletti in panchina: Joao Mario gioca appena 43' complessivi in 3 mesi e, a un certo punto, si confronta con l'ex ct. "Lui cercava caratteristiche un po' più difensive. Abbiamo parlato e gli ho detto che avevo bisogno di più minuti", ha svelato. E adesso? Il suo al Bologna è un prestito secco fino a giugno e per poterlo acquistare a titolo definitivo bianconeri e rossoblù dovranno sedersi al tavolo delle trattative, partendo dalla valutazione a bilancio (per evitare minusvalenze) di 9,6 milioni. In ogni caso, è difficile immaginare una permanenza nella rosa juventina, considerato che, in quel ruolo, viene utilizzato un calciatore come Kalulu dalle caratteristiche completamente diverse. E pure i profili cercati sul mercato sono differenti. "Si vedrà, non dipende solo da me, ma da tutta la struttura e da mister Spalletti - ha chiosato Joao Mario -. Sono tranquillo e sto dando tutto per dimostrare che merito di giocare a questo livello". Lui non ha perso le speranze di essere partito per tornare.
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