Auto di lusso: con la guerra in Iran il mercato è in bilico
Il mercato del Medio Oriente è piccolo nei numeri ma non nel valore e con la guerra potrebbe svanire
Il mercato del Medio Oriente è piccolo nei numeri ma non nel valore e con la guerra potrebbe svanire
Giuseppe Croce 2 aprile - 10:38 - MILANODopo l'attacco congiunto di Usa e Israele all'Iran, quest'ultimo ha risposto attaccando i Paesi limitrofi del Golfo Persico, destabilizzando completamente una delle aree più ricche del mondo. Questa drammatica situazione geopolitica si aggiunge ad altre gravi fonti di instabilità internazionale, tra cui il crollo della domanda nel mercato cinese, la sostanziale chiusura del mercato russo alle industrie occidentali e la nuova politica commerciale degli Stati Uniti, sempre più caratterizzata da incertezza e dazi (minacciati, imposti, modificati, ritirati). La concomitanza di tutti questi eventi sta creando la tempesta perfetta per il mercato dell'auto di lusso che, fino a poco tempo fa, vedeva proprio nel Medio Oriente un fondamentale cuscinetto di salvataggio per compensare le perdite subite altrove.
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—Stando ai dati pubblicati negli ultimi giorni da Reuters e Cnbc, gli impatti della situazione geopolitica sul mercato dell'auto di lusso in Medio Oriente sarebbero già ben visibili e i danni che ne deriverebbero sarebbero difficili da assorbire. Secondo Reuters, sebbene il mercato mediorientale costituisca, in termini di volumi, meno del 10% delle vendite totali per la maggior parte delle case automobilistiche di lusso, il suo peso specifico in termini di profitti è sproporzionatamente più alto. Cnbc sottolinea come l'intero mercato automobilistico del Medio Oriente sia meno di un quinto di quello degli Stati Uniti ma, nonostante le piccole dimensioni, compensa i volumi inferiori con margini di guadagno altissimi, spinti da una forte domanda concentrata nei Paesi del Golfo, come Arabia Saudita ed Emirati Arabi Uniti. Qui si trova un'altissima concentrazione di acquirenti facoltosi che optano sistematicamente per i modelli ad alte prestazioni o per veicoli con personalizzazioni esclusive che possono raddoppiare o triplicare il prezzo base dell'auto. Secondo GlobalData, entro il 2033, la crescita del mercato delle auto di lusso nel Medio Oriente sarà del 7-8% annua. Gran parte dei 3 milioni di auto vendute nell'area, infatti, è almeno "premium", se non proprio "luxury", e la gran parte della domanda di auto di lusso è concentrata nel Golfo, in Paesi come Arabia Saudita e Emirati Arabi Uniti. Gli Eau, ad esempio, comprano ogni anno 300.000 veicoli dall'estero e il 20% di questi sono di fascia premium o luxury. Il gruppo Bmw ha registrato una crescita delle consegne del 10% in Medio Oriente tra il 2024 e il 2025 (e i modelli più costosi, come le varianti M, sono cresciuti del 38%). Porsche, invece, ha registrato una crescita del 28% dei ricavi per singola auto venduta in Medio Oriente tra il 2020 e il 2025, con le Porsche 911 che oggi rappresentano il 20% delle vendite nell'area. Ed è stato proprio il responsabile della comunicazione aziendale di Porsche, Matthias Rauter, ad affermare che "l'attuale situazione in Medio Oriente potrebbe avere un impatto negativo sulla catena dei fornitori e sulla domanda in futuro".
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—I numeri relativi al solo marchio Ferrari illustrano in modo inequivocabile l'impatto di questa regione. Nel corso del 2025, la casa di Maranello ha spedito 626 veicoli in Medio Oriente (Emirati Arabi Uniti, Arabia Saudita, Barhain, Libano, Qatar, Oman e Kuwait), su un totale di 13.640 auto di lusso vendute nel 2025. Si tratta di un quantitativo decisamente rilevante per un produttore che mantiene volutamente bassi i propri volumi di vendita, per mantenere altissima l'esclusività del prodotto. Il mercato mediorientale ha raggiunto un peso percentuale pari al 4,6% delle vendite complessive di Ferrari nel 2025, con una crescita rispetto al 3,5% registrato nel 2024. Mettendo in prospettiva questo dato percentuale con gli altri grandi mercati, le vendite mediorientali hanno superato l'intero mercato cinese. Inoltre, confrontando la situazione con l'Europa, i veicoli spediti nella regione del Golfo sono stati superiori a quelli venduti in Paesi chiave come Regno Unito (571), Svizzera (507) e Francia (598). Ma mentre i mercati europei sono considerati ormai abbastanza maturi e con prospettive di crescita limitate, quelli mediorientali hanno spazi di crescita ben più grandi. O, forse, li avevano.
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