Allarme Monza, la A si è allontanata: Colpani e Mota le armi per risalire
Tre pareggi e terzo posto a -2: con Cutrone Keita squalificati ora tocca a chi fino a chi cerca il rilancio
Tre pareggi e terzo posto a -2: con Cutrone Keita squalificati ora tocca a chi fino a chi cerca il rilancio
Nicola Binda Giornalista 9 aprile - 12:14 - MILANOChe sia una volata promozione pazzesca lo dicono i numeri. E la premessa, per parlare del Monza, è d’obbligo. Le prime quattro sommano 269 punti: in passato, da quando la B è tornata a venti squadre, al massimo a questo punto del campionato si era arrivati a 253, nelle ultime due stagioni. Non sono tanto i 71 punti del Venezia (Benevento con 77 e Sassuolo con 75 andavano più forte), ma nessuna è mai stata seconda con 68 come il Frosinone (massimo 66), o terza come il Monza con 66 (massimo 61) o quarta come il Palermo con 64 (massimo 59). Quindi, in un contesto del genere, la notizia arriva quando una delle prime quattro non vince: nelle ultime tre giornate non è mai successo al Frosinone, è capitato una volta a Palermo e Venezia e ben tre proprio al Monza. Che da lunedì è fuori dalla zona A diretta.
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—Tre partite, tre pareggi. Dopo il roboante 3-0 al Palermo c’è stata la frenata di Reggio Emilia (la più "grave" delle tre), quella in casa con il Venezia (che ci può stare) e l’ultima a Catanzaro. E’ vero che negli scontri diretti tra le prime 8 della classifica la squadra di Paolo Bianco è quella che ha fatto più punti, ma per strada ne ha lasciato qualcuno di troppo. All’inizio e non solo. Intanto, in queste ultime tre giornate, il Frosinone vincendo sempre ha fatto 6 punti in più e ora è secondo da solo, mentre il Venezia ha allungato di 4, e il Palermo ne ha recuperati pure 4. E il Monza, scalzato, si lecca anche le ferite, vedi le squalifiche rimediate con le espulsioni di lunedì di Cutrone e Keita. Tiratissima la sfida di Catanzaro, tra vento e cartellini rossi, ripresa per i capelli in extremis su rigore conquistato dal totem Petagna e trasformato dal ritrovato Pessina. Un segnale? Forse sì.
armi in più
—Bianco dopo la gara era stato critico con i suoi, per qualche qualche incertezza di troppo, ma in fondo il Monza in 9 contro 10 ha giocato meglio dimostrando di avere testa e gamba e qualità per rimettere in piedi il risultato. Ma adesso non può più sbagliare se vuole tornare subito in A. Il calendario pare il migliore tra le prime quattro, con tre gare in casa su cinque come il solo Frosinone, che domani ha lo scontro diretto con il Palermo. Non solo. Sapendo che le trappole sono disseminate ovunque - a cominciare dal Bari, rinvigorito dalla vittoria sul Modena - il Monza deve mettere in campo tutto il suo potenziale nel momento decisivo. E così ecco i vari Colpani e Mota - sottotono per tutta la stagione - che sono chiamati a incidere.
il lavoro
—Perché una cosa, riguardo al Monza, non va dimenticata: non è stato facile rimettere in piedi i cocci dopo la retrocessione. Il Venezia l’ha fatto benissimo, l’Empoli sta ancora patendo. Ed è inutile tornare agli esempi del passato. Bianco e la società hanno dovuto fare un grande lavoro psicologico e in larga parte i frutti li hanno raccolti, vedi Petagna che da giocatore che pareva al declino si sta dimostrando indispensabile. Ma ora tocca anche a Colpani e Mota, appunto. Sapendo che Azzi (ko in avvio a Catanzaro), Birindelli e Colombo potrebbero essere recuperati per il Bari. Lo spirito che ha portato al pareggio di Catanzaro è un patrimonio. I consueti mugugni della piazza sono finiti un attimo nel cassetto. L’attenzione della proprietà americana è massima e da New York, per seguire da vicino questa volata, è arrivata anche la presidente Lauren Crampsie. Il Monza non può fallire. E sabato, lì davanti, Petagna è pronto a caricarselo tutto sulle spalle. Ma se Mota e Colpani...
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