Perdere la vita a 16 anni per un bengala: Paolo e il treno dei sogni andato a fuoco
Pisa-Roma, una trasferta che sa di scudetto per i giallorossi, una vittoria, poi un'incoscienza sul treno dei tifosi e si scatena l'inferno. E Paolo Saroli, che non voleva neanche venire....
Un treno di ritorno da una partita, un incendio appiccato per incoscienza, le fiamme che devastano un intero scompartimento, undici feriti, una fatalità causata dall’idiozia. E un ragazzo morto. Paolo Saroli non aveva ancora compiuto diciassette anni. Quando scoppiò l’incendio nel sesto scompartimento del treno Espresso 607 Pisa-Roma, si era assopito. Non ebbe modo di accorgersi di ciò che stava succedendo, non riuscì a misurare il pericolo in azione. Era domenica, il 13 aprile 1986. Il treno, ed era già tarda sera, stava tornando a Roma, transitava all’altezza del nodo ferroviario tra Ponte Galleria e l’autostrada per Fiumicino, pochi minuti e sarebbe arrivato alla Stazione Ostiense.