McKennie: "Spalletti il miglior allenatore in carriera. E quei bagni ghiacciati di CR7 alle 3..."
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McKennie: "Spalletti il miglior allenatore in carriera. E quei bagni ghiacciati di CR7 alle 3..."

Giovedì 9 aprile 2026
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L'americano si racconta a Dazn, parla del suo modo leggero di vivere la vita e svela il rapporto particolare con l'allenatore

L'americano si racconta a Dazn, parla del suo modo leggero di vivere la vita e svela il rapporto particolare con l'allenatore

9 aprile - 18:38 - MILANO

A Bergamo non ci sarà per squalifica e per Spalletti sarà un problema non da poco. Weston McKennie, infatti, è stato il trascinatore della Juve dell'ex ct e la sua duttilità lo rende  quasi insostituibile. "È il miglior allenatore che abbia avuto in carriera, vado molto d'accordo con lui - racconta il numero 22 bianconero in un'intervista esclusiva a Dazn -. Ogni volta che vedo il mister mi dà un senso di sicurezza. Quando ti rimprovera non ti rimprovera mai in maniera cattiva, lo fa sempre per farti migliorare. Ho avuto tante esperienze diverse, alcuni allenatori ti mortificano, mentre Spalletti grazie alla sua personalità ti fa pensare che devi migliorare: attira la tua attenzione ogni volta che ti parla, ha esperienza, è saggio".

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mckennie e la vita fuori dal campo

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Nel corso della chiacchierata con Dazn, che fa parte del format "Remember the Name", McKennie, il numero 22 si racconta a tutto tondo, dall'infanzia trascorsa in Germania, dai sei ai nove anni, al seguito del padre militare, al fatto di essere il primo calciatore a stelle e strisce della storia della Juve. "Credo di non aver ancora realizzato cosa significhi, me ne renderò conto a fine carriera - svela -. Se qualcuno in passato ha pensato non fossi all'altezza? Beh, credo che i fatti parlino da soli e mostrino ciò che ho fatto finora. Ognuno poi ha la propria opinione". Sempre sorridente, il numero 22 juventino conferma di avere un modo tutto suo di vivere il calcio e la vita: "Non sono ciò che ti aspetti quando pensi a un giocatore di calcio professionista, ho conservato il mio lato bambino e mi godo la vita - spiega McKennie -. Mi piace la musica, mi piace il golf, ho dei cani e cerco di non limitare la mia vita solo al calcio. Quando finisco gli allenamenti smetto di pensare al calcio e cerco di godermi le cose semplici. Inoltre, non guardo tanto lo sport, mi piace solo giocarlo". 

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l'infortunio di mckennie nel 2022

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C'è stato un momento in cui Wes ha capito l'importanza della vita fuori dal campo. "È stato quando mi sono rotto il piede, nel 2022: non ero in grado di far nulla, giocare a calcio o camminare - racconta -. Lì mi sono reso conto di quanto fosse importante la mia vita fuori dal calcio, perché se questo fosse stata l'unica cosa della mia vita e poi non avessi potuto più continuare, cosa avrei fatto? Ero devastato, stavo facendo una buona stagione e ho potuto riprendere solo tre mesi dopo, ma allo stesso tempo mi sono goduto altre cose". E sul compagno che l'ha impressionato di più, McKennie non ha dubbi: "È stato incredibile giocare con Cristiano Ronaldo - conclude l'americano nella sua intervista a Dazn -. Quando l'ho incontrato ho pensato che tutto ciò che senti su di lui, sulla sua professionalità, è tutto vero: tornavamo alle tre di notte dalle partite e lui andava a farsi un bagno gelato invece di andare a casa. La mattina dopo una partita difficile lui era in palestra ad allenare tutto il corpo".

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