Paltrinieri: "Australia, che odissea tra missili e gare cancellate. Futuro da dirigente? Non escludo nulla"
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Paltrinieri: "Australia, che odissea tra missili e gare cancellate. Futuro da dirigente? Non escludo nulla"

Venerdì 10 aprile 2026
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Il fenomeno del nuoto era in Turchia quando l'Iran ha sparato. Punta a Los Angeles 2028, come la fidanzata spadista Fiamingo: "Abbiamo un'oro a testa e condividiamo tutto". "Tennis e motori spopolano? È bello, Antonelli è un talento incredibile"

Il fenomeno del nuoto era in Turchia quando l'Iran ha sparato. Punta a Los Angeles 2028, come la fidanzata spadista Fiamingo: "Abbiamo un'oro a testa e condividiamo tutto". "Tennis e motori spopolano? È bello, Antonelli è un talento incredibile"

Sergio Arcobelli Giornalista 10 aprile 2026 (modifica alle 07:52) - MILANO Gregorio Paltrinieri con la compagna, la schermitrice Rossella Fiamingo

Il ritorno di Greg tra il viaggio a vuoto in Australia (gara saltata), i voli cancellati per il conflitto in Iran, fino alla voglia intatta di adrenalina e lo sguardo già rivolto a Los Angeles. Gregorio Paltrinieri racconta una stagione atipica, segnata da imprevisti e nuove consapevolezze. Un leader simbolo del movimento sportivo italiano che non ha esitato a replicare all’ormai ex presidente della Federcalcio, Gravina, sugli sportivi dilettanti: "Io, quando perdo, penso a me stesso e faccio un’analisi di ciò che sbaglio, senza tirare in mezzo altri". 

Paltrinieri, partiamo dall’odissea in Australia. Che cosa è successo davvero?

"Ero lì poche settimane fa per una gara in mare. Con il conflitto in corso ci hanno detto che avrebbero dovuto cambiare i voli: si parlava di passaggi da Doha, ma non era possibile. Per quattro giorni non c’era nulla disponibile. Poi ho trovato una soluzione via Istanbul. Il giorno stesso, tra l’altro, è arrivato un missile anche in Turchia: non era proprio il massimo. Ma alla fine è andata bene, sono riuscito a tornare a casa. La 20 km è stata annullata. Quindi, di fatto, non sono andato lì per gareggiare. Però è stata comunque un’esperienza utile: l’Australia è sempre speciale e ho provato metodi di allenamento diversi. Anche tre settimane possono fare la differenza". 

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Ci tornerebbe? Ceccon ha dichiarato di non voler più andare. 

"Ci siamo scritti qualche volta e mi è sempre sembrato entusiasta, poi non so cosa sia successo. Io ci tornerei sempre. È un posto che amo. Poi mi alleno meglio in Italia, è la mia base ideale. Però cambiare ogni tanto è importante, anche solo per un mese. L’Australia è perfetta per questo".

Si parla spesso del loro metodo: allenatori molto esigenti, poco spazio al dialogo. È davvero così? 

"In realtà no. Lì l’atleta è molto responsabilizzato. L’allenatore propone il lavoro, ma non alza mai la voce. Se non stai bene, esci, ne parli. È un rapporto basato sul rispetto e sulla fiducia. La vera differenza è un’altra: in Australia paghi per allenarti. Anche i campioni. Questo cambia tutto: se paghi, vuol dire che vuoi davvero essere lì. E ti comporti di conseguenza. Lo sport è vissuto in modo diverso, anche in questo caso imparo". 

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Lei rappresenta gli atleti nel Coni: sta già pensando a un futuro da dirigente?

 "Mi interessa capire cosa funziona per gli atleti, per me oggi e magari per il futuro. Non escludo nulla, per ora è soprattutto un percorso personale: conoscere, osservare, migliorare". 

Motivazioni: dopo tanti anni al vertice, come si trovano ancora?

 "Per me non è mai stato un problema. Anzi, semmai il contrario: devo contenerle. È una cosa che fa parte di me. Anche tra vent’anni avrò voglia di competere. Ogni stagione la vivo come un’occasione di crescita". 

Una stagione senza Mondiali, con l’incognita Senna dove ad agosto sono previste le gare degli Europei. Quanto pesa?

"La Senna è una possibilità per riprovarci. Se potessi scegliere, cambierei location. Ma la cosa fondamentale è che sia pulita e sicura. Ci siamo battuti su questo. Se sarà tutto a posto, sarò felice di tornarci e fare meglio".

Gregorio Paltrinieri, 31 anni

Guardando alle Olimpiadi di Los Angeles 2028, manca una seconda gara olimpica nel fondo. È un limite? 

"Sì, un po’ sì. La 10 km è la mia preferita, ma avere un’altra prova sarebbe importante. Credo che ci arriveremo: knockout o staffetta. Intanto vediamo anche cosa farò in vasca". 

A Los Angeles lei può diventare il primo nuotatore italiano sul podio in 4 Olimpiadi.

 "Sì, sarebbe bello, anche se non penso mai a questi record, tante volte non li so neanche. Sicuramente l’obiettivo è quello di arrivare competitivo, poi le gare del fondo sono così imprevedibili". 

Gregorio Paltrinieri  in azione in acque libere: ha cominciato a cimentarsi nelle gare di fondo a partire dal 2019

Il fondo sta cambiando: sempre più nuotatori da piscina, ritmi più alti. Approva? 

"Molto. Il livello si è alzato tantissimo. Oggi è davvero una maratona: si parte forte, si tiene un ritmo alto e si chiude forte. C’è meno tattica rispetto a prima. Ed è un bene per lo spettacolo". 

E ripensando alle Olimpiadi di Parigi 2024, ai 1500 persi contro Bobby Finke? L’americano ha dovuto nuotare il record del mondo per batterla. 

"Ogni tanto penso che senza di lui avrei vinto due ori in più, negli 800 a Tokyo e nei 1500 a Parigi. Lui ha fatto prestazioni incredibili. Io ero lì, subito dietro. A Parigi ero focalizzato sul fondo, ma in piscina ho fatto grandi gare. È stato bello, comunque". 

L’Italia dello sport sta vivendo un momento d’oro, tra tennis e motori. Che idea si è fatto? 

"È bellissimo. Ho seguito Kimi Antonelli, è un talento incredibile. Quando hai un compagno forte come Russell, cresci di più. Succedeva anche a me in vasca con Gabriele Detti: la competizione interna è uno stimolo enorme". 

Il nuoto può soffrire la concorrenza di altri sport oggi così popolari?

 "Non credo. Stiamo vivendo uno dei momenti migliori della nostra storia. I risultati attirano ragazzi, creano entusiasmo. C’è l’imbarazzo della scelta sugli sport da praticare". 

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 "Sì, viviamo insieme a Roma e l’obiettivo è Los Angeles, per entrambi sarebbe la quinta Olimpiade e abbiamo un oro a testa. Condividiamo tante passioni, soprattutto il mare. E anche decidere dove andare in vacanza è facile: ci piacciono le stesse cose".

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