Il colloquio con Chivu, la svolta in allenamento: Thuram è cambiato, così è di nuovo al centro dell'Inter
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Il colloquio con Chivu, la svolta in allenamento: Thuram è cambiato, così è di nuovo al centro dell'Inter

Venerdì 10 aprile 2026
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Dalla possibile cessione al cambio di marcia, dopo mesi di dubbi e un lungo digiuno di gol. E con Lautaro si è riaccesa la scintilla...

Dalla possibile cessione al cambio di marcia, dopo mesi di dubbi e un lungo digiuno di gol. E con Lautaro si è riaccesa la scintilla...

Filippo Conticello Giornalista 10 aprile - 08:38 - MILANO

Per mesi Marcus Thuram è stato un dubbio, l’enigma nel libro giallo, l’interrogativo più grande nella stagione interista: ci si chiedeva se il figlio maggiore di Lilian fosse ancora lui, il talento spensierato di sempre, e non un attaccante incupito alla prima giocata andata di traverso. Ci si interrogava pure sulla sua capacità di resistere all’incombere alle spalle del bambino Pio, il centravanti venuto dalla cantera e finito sulla bocca di tutti: nel vederlo senza il vecchio sorriso malizioso stampato sul volto, sembrava arrivato alla fine naturale di una felice storia di tre anni. In tanti in società pensavano già a trovargli un’adeguata destinazione estiva così da fare definitivo spazio alla nuova coppia, la PioLa, Pio + Lautaro, e invece potrebbe accadere il contrario: il francese ha dato un sorprendente colpo di reni. Si è rimesso al centro dell’Inter e, nel trovare la riva anche grazie a Chivu, si è allontanato dalle alte maree del mercato. Ovviamente tutto potrà succedere tra qualche mese, e nulla è scritto nella pietra soprattutto in una squadra destinata a rivoluzionare la rosa nel profondo, ma non dovrebbe essere più considerata urgente la sua cessione.

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il colloquio-svolta

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Non solo non è più un peso all’interno del reparto, ma Thuram è semplicemente tornato a praticare l’amata leggerezza: nella felice notte pasquale con la Roma, quando si è potuto riconnettere con Lautaro, aveva l’animo sereno. Si è mostrato finalmente nella migliore versione di sé, quella libera di pensieri, sovrastrutture, paure varie. Marcus ha cambiato passo, però, ben prima della vittoria sonante con la Roma, quando è comunque tornato alla rete e ha aggiunto un paio di assist per il gemello argentino. Ancora prima di partire per la sosta delle Nazionali, aveva cambiato completamente passo in allenamento: nuova fame, altra corsa, diversa attitudine dopo qualche settimana giù di tono e lontana dai suoi standard. Era, però, servito l’intervento deciso dell’allenatore: ormai è piuttosto chiaro, Cristian Chivu sa essere persuasivo all’interno del suo gruppo di lavoro. Il tecnico ha dimostrato doti sottili da analista quando ha dovuto cambiare lo stato d’animo della sua Inter, intesa come squadra nel complesso ma anche come singoli in difficoltà. Il romeno considera questo come un aspetto decisivo, quasi quanto l’esercizio in campo, nella pratica della professione: si documenta sui testi avanzati del settore e cerca una propria via ispirandosi anche ai maestri di altri sport, soprattutto quelli americani in cui l’allenatore diventa manager ed è chiamato spesso a gestire con fermezza ego piuttosto pronunciati. Qualunque siano, Chivu ha toccato le corde giuste e Marcus è tornato Thuram: il risultato di questa rinascita si è visto domenica scorsa con l’uovo di Pasqua. A dirla tutta, prima Marcus aveva riassaggiato il sapore dolce del gol in nazionale, seppur in amichevole contro la Colombia, poi con la Roma ha sentito la stessa antica sensazione in maglia interista, ma l’effetto è stato completamente differente, visti anche i rischi che accompagnavano la ripresa in campionato.

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basta dubbi

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Al francese il gol mancava dalla scampagnata di Sassuolo dell’8 febbraio e qui le date raccontano tanto: non è un caso che in quei due mesi di digiuno in Serie A Marcus abbia dovuto cambiare partner di attacco a causa dell’infortunio di Lautaro nel gelo di Bodo, il 18 aprile. Esiste un Thuram dentro alla ThuLa e uno fuori: se c’è un compagno che ha sofferto più degli altri l’assenza del capitano, quello è stato proprio il numero 9. Prima di Pasqua, i due attaccanti titolari non giocavano insieme dall’inizio da Inter-Juve del 14 febbraio, la sfida di Bastoni e Kalulu giusto prima della sfortunata notte norvegese di Champions. Adesso che le due metà della mela sono tornate ad unirsi, è tutta un’altra Inter e tutto un altro Marcus: il francese e l’argentino se lo sono ripetuti domenica sera a fine partita, facendosi gli occhi dolci davanti alle telecamere. Le due frecce resteranno unite come una volta anche sul lago di Como e, nonostante abbia un carattere assai diverso, Thuram vuole centrare il bersaglio esattamente quanto Lautaro: vincere questo scudetto, il secondo della vita nerazzurra, magari con un finale da protagonista, servirebbe a prendere la rincorsa anche verso il Mondiale americano. Tra l’altro, strappare la convocazione in mezzo al fiorire di fenomeni vestiti di Bleus non è un’impresa per tutti, ma il ct Deschamps, vecchio compagno di papà Lilian, gli riconosce doti che in rosa hanno in pochi. L’anno scorso chiuse la A con 14 reti, adesso è fermo sei stazioni indietro: ha promesso una doppia cifra per il terzo anno di fila, ma soprattutto un bel brindisi al tricolore e ai dubbi ormai svaniti. Se c’era una certezza, in fondo, era proprio il sorriso di Thuram: ritrovato quello, Lautaro ha riabbracciato il suo Robin e l’Inter il proprio attaccante principe. Arriverà il tempo di Esposito, lo sanno tutti, ma forse non è ancora il momento.

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