Anche le paure globali pesano sulla scelta di non fare figli
Alto Adige

Anche le paure globali pesano sulla scelta di non fare figli

Mercoledì 29 luglio 2026
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Dallecondizioni climatichealleprospettive economiche, dall'instabilità democraticaaiconflitti geopolitici, anche lepaure globalipesano in modo negativo sulladecisionedi farefigli. Lo indica lo studio italiano dell'Università Bocconi di Milano condotto insieme all'Università di Padova, che ha coinvolto in unesperimento più di8mila persone tra i 20 e i 44 annidiItalia,Germania,Stati UnitieArgentina. I risultati sonopubblicati sulla rivista dell'Accademia Nazionale delle Scienze statunitense, Pnas .

Spiegare il grandecalo dellafecondità sta diventando sempre piùdifficile, poiché interessa ormai anche quei Paesi che hanno sempre mostrato migliori condizioni economiche, politiche di sostegno generose e relazioni di genere più egualitarie. Per capire se a incidere ci siano anche fattori meno immediati, i ricercatori guidati da Arnstein Aassve della Bocconi hanno presentato ai volontari che hanno partecipato all'esperimento degliscenari ipotetici, condiverse combinazionidicircostanze familiariesituazioni globalipiù o meno favorevoli.

"In tutti e quattro i Paesi - dice Maria Letizia Tanturri dell'Università di Padova, co-autrice dello studio - ilreddito e lastabilità abitativarimangonodeterminanti centralidelle intenzioni di fecondità, mentre ladisponibilità di servizi per l'infanziae ladivisione dei compiti domesticiesercitano sì uneffetto positivo, mapiù contenuto". Accanto a questi temi, esercita tuttavia un'influenza pressoché analoga anche lapercezione della stabilità a livello globale, anche se con significative differenze tra i Paesi analizzati.

Lastabilità macroeconomicae ilcambiamento climaticorivestono un ruolo cruciale inArgentina - prosegue Tanturri - mentre negliStati Unitile intenzioni di fecondità risultanomeno sensibiliai conflitti geopolitici. Al contrario, inGermania sono condizionate maggiormente dallapaura dellaguerra e dellacrisi delleistituzioni democratiche, mentrein Italia non c'è un motivo di preoccupazione che prevale fortemente sugli altri". 
   

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