A soul in struggle, docufilm per raccontare sclerodermia con gli occhi di 4 artisti
Alto Adige

A soul in struggle, docufilm per raccontare sclerodermia con gli occhi di 4 artisti

Sabato 17 ottobre 2026
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(ANSA) - ROMA, 17 OTT - Un docufilm che racconta la sclerodermia e le altre malattie reumatologiche attraverso Leonardo da Vinci, Michelangelo Buonarroti, Pierre-Auguste Renoir, Paul Klee e le storie di chi non si arrende ai limiti imposti dal corpo. L'obiettivo è dare un volto alla malattia, ma soprattutto dare voce alla persona che vive con la malattia. È "A Soul in Struggle", il docufilm promosso dalla World Scleroderma Foundation che sarà proiettato per la prima volta a Venezia il 17 ottobre 2026, nell'ambito di un evento dedicato alla raccolta fondi e alla sensibilizzazione. "A Soul in Struggle" rappresenta il cuore della campagna globale della World Scleroderma Foundation dedicata alla sensibilizzazione sulla sclerodermia.
    Si tratta di una malattia reumatica rara e cronica che può colpire la pelle, gli organi interni e le mani, rendendo anche i gesti più semplici una sfida quotidiana. La compromissione della mobilità e le disabilità associate alle malattie reumatiche possono avere conseguenze profonde non soltanto sulla salute, ma anche sulla vita sociale, familiare e professionale delle persone. Nel mondo si stima che siano circa 2,5 milioni le persone che convivono con la sclerodermia. Le malattie reumatiche nel loro insieme sono oltre 100 e in Italia riguardano più di 5 milioni di persone, con un impatto anche sulla dimensione economica e sociale. Secondo i dati dell'Osservatorio Sanità e Salute, la spesa complessiva per le malattie reumatiche croniche nel nostro Paese supera i 4 miliardi di euro l'anno, tra costi assistenziali e perdita di produttività. Ma dietro i numeri ci sono persone. E dietro ogni limite fisico può esserci un'anima che continua a cercare bellezza, espressione e possibilità. È proprio da questa idea che nasce "A Soul in Struggle", un manifesto alla resilienza che racconta la storia di quattro grandi artisti - Leonardo da Vinci, Michelangelo Buonarroti, Pierre-Auguste Renoir e Paul Klee - che hanno convissuto con malattie reumatologiche e che, nonostante la sofferenza e le limitazioni legate alla patologia, hanno continuato a creare, lasciando al mondo opere straordinarie. Le loro vicende si intrecciano con le testimonianze contemporanee di persone con sclerodermia, creando un ponte ideale tra passato e presente. La malattia può imporre dolore, limiti e incertezze, ma non può definire la persona. A Soul in Struggle non è soltanto un racconto sulla malattia, ma una riflessione sulla capacità dell'essere umano di continuare a creare, amare, immaginare e progettare il futuro anche quando il corpo impone nuovi limiti. Uno degli elementi distintivi del progetto è inoltre l'utilizzo dell'intelligenza artificiale per restituire voce e presenza ai grandi artisti protagonisti del film. Il film nasce dal concept del Professor Marco Matucci Cerinic, Presidente della World Scleroderma Foundation, ed è diretto da Jimmy Cutrino. Il progetto è realizzato in collaborazione con P49, con la partecipazione di professionisti del mondo della medicina, della ricerca, dell'arte e della cultura.
    "La sclerosi sistemica è una malattia che cambia volto da paziente a paziente e il cui decorso è difficile da prevedere - spiega Cerinic, presidente della World Scleroderma Foundation e professore di reumatologia del San Raffaele -. Tra i campanelli d'allarme più importanti c'è il fenomeno di Raynaud: con il freddo o in situazioni di stress, le dita delle mani diventano bianche, poi bluastre e infine arrossate. È uno dei principali segnali di sospetto, insieme al gonfiore delle dita. A questi si aggiungono due strumenti diagnostici decisivi, la ricerca degli autoanticorpi specifici e la capillaroscopia. Oggi possiamo arrivare alla diagnosi molto prima di un tempo, ed intervenire nella fase molto precoce significa poter frenare la malattia o addirittura bloccarne l'evoluzione. Ma in Italia ancora oggi dai primi sintomi alla diagnosi trascorrono in media dai 5 ai 7 anni. È un tempo che non possiamo più accettare. Per questo stiamo lavorando con i medici di medicina generale, perché sappiano riconoscere questi pazienti e indirizzarli rapidamente ai centri specializzati. Quando non viene riconosciuta per tempo, la sclerodermia progredisce e coinvolge diversi organi".
    (ANSA).
   

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