Vaia, otto anni dopo il rimboschimento continua: in Alto Adige colpiti 6mila ettari
La tempesta che tra il 27 e il 30 ottobre 2018 devastò le Dolomiti danneggiò circa l’1,7% della superficie forestale altoatesina. Negli anni successivi, proprietari e Corpo forestale hanno lavorato per rimuovere il legname abbattuto e ripristinare i boschi
BOLZANO. Sono trascorsi otto anni dalla tempesta Vaia, che tra il 27 e il 30 ottobre 2018 si abbatté sulle Dolomiti con raffiche di vento fino a 130 chilometri orari, lasciando dietro di sé una vasta devastazione. In Alto Adige il fenomeno ha danneggiato circa 6mila ettari di bosco, pari all’1,7% dell’intera superficie forestale della provincia.
A distanza di anni, il lavoro per ripristinare le aree colpite prosegue. La rimozione del legname schiantato e gli interventi di rimboschimento hanno impegnato a lungo il settore forestale, chiamato a recuperare territori profondamente segnati dalla tempesta.
«Negli ultimi anni la Provincia autonoma di Bolzano, tramite il Corpo forestale, ha lavorato con grande impegno alla sistemazione dei danni», ha dichiarato l’assessore provinciale competente per turismo, agricoltura e foreste Luis Walcher.
Gli interventi sono stati portati avanti dai proprietari forestali in stretta collaborazione con l’autorità forestale. In diverse aree, il legname danneggiato è stato rimosso e sono già stati realizzati importanti lavori di rimboschimento.
Il recupero, tuttavia, non si esaurisce nella pulizia delle superfici colpite. Le conseguenze della tempesta hanno continuato a farsi sentire negli anni successivi, anche a causa di altri fattori che hanno messo sotto pressione il patrimonio boschivo.
Vaia ha riportato al centro dell’attenzione il ruolo delle foreste in Alto Adige. Il bosco non rappresenta soltanto una componente fondamentale del paesaggio, ma svolge anche una funzione importante per la protezione del territorio e degli insediamenti.
«Le conseguenze di Vaia hanno tenuto impegnato il settore forestale per anni. Al contempo, gli schianti causati dal vento, la successiva pressione della neve e le infestazioni da bostrico hanno reso ancora più evidente a molti altoatesini la grande importanza del bosco per il territorio», ha sottolineato Walcher.