La Legge di Lidia Poët, arriva la terza stagione con De Angelis, sempre più attuale
Su Netflix dal 15 aprile, con Saurino, Scarpetta, Pasino
"Se continuiamo a combattere, prima o poi qualcosa cambierà". L'avvocata più irriverente e brillante d'Italia interpretata da una sempre ipnotica e brava Matilda De Angelis sta per tornare con il capitolo conclusivo: i sei episodi della terza e ultima stagione de "La Legge di Lidia Poët" saranno disponibili su Netflix dal 15 aprile, dopo il successo delle stagioni precedenti. La serie prodotta, da Matteo Rovere, è una produzione Groenlandia, società del Gruppo Banijay, e creata da Guido Iuculano e Davide Orsini.
Nel cast tornano Eduardo Scarpetta nel ruolo del giornalista Jacopo Barberis, Pier Luigi Pasino in quello di Enrico Poët, Sara Lazzaro in quello della moglie di Enrico e Gianmarco Saurino nei panni di Pierluigi Fourneau. Alla stagione finale si uniscono Liliana Bottone e Ninni Bruschetta, rispettivamente nei ruoli di Grazia Fontana e del procuratore del Re Cantamessa. La regia è di nuovo affidata a Letizia Lamartire e Pippo Mezzapesa, a cui si aggiunge Jacopo Bonvicini. La terza stagione è scritta da Guido Iuculano e Davide Orsini. La serie è stat presentata oggi a Roma alla stampa, assente una parte del cast. Siamo nell'aprile del 1887: Enrico, il fratello di Lidia, è diventato deputato, fa spesso su e giù tra Roma e Torino con Teresa ed è riuscito a portare la legge di Lidia in commissione.
Lidia sa che deve fidarsi di suo fratello mentre continua a frequentare Fourneau, anche se non vuole legarsi, né sposarsi, né rendere pubblica questa relazione. Lui ha avuto una promozione sul lavoro, è in Corte d'Assise adesso e il suo banco di prova per dimostrare il suo valore è l'accusa di omicidio di una donna ritenuta colpevole di aver ucciso il marito. Il problema è che l'imputata è la più cara amica di Lidia, Grazia Fontana, il cui processo per legittima difesa scuoterà l'opinione pubblica e i loro rapporti. Jacopo, di ritorno a Torino con la sua nuova compagna, decide di trattenersi in città per seguire la copertura stampa del processo più mediatico e controverso dell'epoca.
Alla domanda se c'è qualcuno nella nostra società che ha la stessa forza e determinazione di Lidia, De Angelis ha replicato: "Non so se c'è una persona specifica. Sicuramente la serie tratta temi che ancora oggi sono drammaticamente molto veri, molto presenti. E ne abbiamo parlato a lungo anche io e Matteo Rovere. Ci siamo interrogati sulla credibilità di questa vittoria alla fine della stagione intorno al tema della legittima difesa, quando ancora oggi è una cosa veramente complicata da portare in tribunale, da sostenere e da far valere. Alla fine c'è una dedica su tutte le persone che hanno avuto il coraggio di cambiare la realtà, immaginandola molto diversa da quella che era: in qualche modo è anche un augurio alle generazioni presenti e future".
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