La più grande spia del XX secolo, Richard Sorge raccontato da Owen Matthews
Domenica sarà a Trieste per il Link Media Festival
(di Francesco De Filippo) "La storia del mio libro fondamentalmente è una storia di equivoci, di mancanza di comprensioni tra Stati. Sapeva, perché aveva contatti eccellenti nei governi, che la Germania avrebbe invaso la Russia, ma Stalin non lo ascoltò. Oggi una persona così non c'è o forse c'è ma le informazioni sono ignorate, non vengono ascoltate". A sostenerlo è Owen Matthews, corrispondente di guerra, autore de "La spia perfetta" (Edizioni Settecolori) sulla vita di Richard Sorge e ospite del Link Media Festival.
Matthews ricorda anche un altro esempio: quando si cercarono inutilmente le armi di distruzione di massa di Saddam Hussein, che non le aveva mai possedute. E sull'Iran? "Israele ha una grandissima intelligence, in Iran il Mossad è infiltrato, sa tutto sui target, su dove si trovano i leader, ma ha completamente sbagliato la previsione che sarebbe cambiato il regime e non hanno capito la forza delle istituzioni esistenti.
Hanno infine sottovalutato la capacità bellica dell'Iran". Ma "ogni guerra ha una guerra parallela e segreta, e quella che è in corso per questo conflitto lo sapremo forse tra anni".
Sull'espansione di Israele in Siria, Libano, Cisgiordania, Matthews ipotizza che si tratti di una trappola: "Israele non è la Russia, è un piccolo Paese e non ha la forza per diventare un impero, se prendi metà del Libano poi lo devi tenere e come abbiamo visto nel 1982 Israele non è in grado di farlo. Oppure devi fare alleanza con persone molto poco piacevoli. Israele crede di colpire nemici e lo fa, ma la trappola è che quando hai i nemici dentro l'Iran e fallisci, alla fine hai più nemici di quelli che avevi all'inizio".
Sorge, il protagonista del libro, è stato definito la più grande spia del XX secolo e forse è vero. Matthews se ne intende: è stato in Bosnia, Libano, Afghanistan, Cecenia, Iraq, Siria, Ucraina lavorando per "The Moscow Times" e per "Newsweek"; oggi è direttore associato del settimanale "The Spectator" ed editorialista del "Daily Telegraph".
Sorge era nato a Baku, oggi capitale dell'Azerbaijan, tedesco da parte di padre, russo da parte di madre, volontario nell'esercito del Kaiser nella Prima guerra mondiale, più volte ferito e decorato al valore militare, agitatore comunista nell'Europa degli anni Venti e membro del Comintern. Fu infine agente dei servizi militari sovietici in Cina e poi in Giappone negli anni '30. Fu sempre lui ad avvertire gli Stati Uniti dell'attacco del Giappone, nonché della decisione di Tokyo di non invadere la Siberia nel 1941, permettendo ai sovietici di spostare le truppe dall'Oriente e di salvare Mosca. Il giorno in cui lo arrestarono, i poliziotti giapponesi misero i sigilli a una casa che conteneva più di mille libri sul Sol Levante, usi, tradizioni e costumi, economia e politica, pensiero militare. Il libro di Matthews si distingue perché racconta la storia di Sorge dal lato russo, avvalendosi dei documenti custoditi negli archivi sovietici. Sorge morì impiccato il 7 novembre del 1944.
Il procuratore Yoshikawa, che istruì la sua condanna, disse: "È l'uomo più grande che abbia mai incontrato". Ian Fleming lo definì "la spia più formidabile della storia".
Riproduzione riservata © Copyright ANSA