Beatrice Fini (Giunti), Pinocchio 'storia di straordinaria contemporaneità'
ANSA - Cultura

Beatrice Fini (Giunti), Pinocchio 'storia di straordinaria contemporaneità'

Lunedì 13 aprile 2026
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Nel bicentenario di Collodi una mostra alla Bcbf

(dell'inviata Mauretta Capuano) Libro più tradotto al mondo dopo la Bibbia, Pinocchio "è una storia di straordinaria contemporaneità: c'è un padre single, Geppetto, ci sono temi come la corruzione, Il Gatto e la Volpe. Si parla di sanità, giustizia, scuola, famiglia, di tutto quello di cui dibattiamo nel 2026". Lo dice all'ANSA Beatrice Fini, direttrice editoriale Ragazzi e Young Adult di Giunti, l'editore che è custode del burattino, diventato figura universale della letteratura, fin dalla sua prima edizione nel 1883. A 200 anni dalla nascita del suo creatore, Carlo Lorenzini, in arte Collodi, e a 143 anni dalla pubblicazione del romanzo, la Children's Book Fair, dal 13 al 16 aprile, gli rende omaggio con la mostra 'Eccellenze italiane. I vestiti nuovi di Pinocchio' (catalogo Giunti), esposta nei giorni della fiera che si è aperta oggi e poi protagonista di un tour mondiale.
    Cinquanta le opere in mostra con accanto a quelle di grandi di illustratori internazionali, tra cui spiccano giganti italiani come Lorenzo Mattotti, Emanuele Luzzati e Tony Wolf, i lavori di 24 giovani vincitori del concorso internazionale promosso da Bcbf in cui il naso emerge come l'elemento iconico, immediatamente riconoscibile.
    "Pinocchio non è una favola o una fiaba, è un romanzo a tutti gli effetti rivoluzionario. Artisti, designer, illustratori, indipendentemente dalla pubblicazione, senza editore committente, continuano ad avere l'esigenza di confrontarsi con questa storia. Pinocchio come un banco di prova dove le interpretazioni sono di parti del romanzo completamente diverse.
    C'è una ricchezza tale di argomenti e personaggi che ognuno sceglie quella che più lo interessa" spiega Fini. Ed ecco il Pinocchio coloratissimo dei sudamericani, quello più calligrafico, nordico, sottile e quello più emotivo dei Paesi dell'Est con Pinocchio dentro il pescecane. "È una storia che non ha fine, estremamente moderna, non è ancora iscritta tra i classici datati. I figli di Tony Wolf, morto nel 2018, mi hanno raccontato che il padre ha disegnato Pinocchio per tutta la vita. È stato difficilissimo scegliere fra le opere del concorso arrivate da tutto il mondo" racconta la direttrice editoriale.
    "I giovani spesso cercano di sperimentare tecniche artistiche diverse. Realizzano tavole un po' meno adatte per i libri, belle per se stesse. Sia gli italiani che gli stranieri si vede che sentono vicino il burattino e vogliono interpretarlo", aggiunge.
    Pinocchio rispetto ad altre storie per bambini ha mantenuto quasi sempre la formula di libro più tradizionale "proprio per l'imponenza e ricchezza della storia. Di altri volumi e storie sono stati realizzati pop-up, libri per i piccoli di cartone.
    Gli illustratori si sono cimentati in formati più o meno grandi, a 4 colori, ma ci sono nel nostro catalogo pochissime edizioni con il testo ridotto. Tendenzialmente preferiamo sempre il testo integrale con illustrazioni a tavola piena, forse perché noi siamo i custodi, c'è sempre un doveroso rispetto della storia.
    Pinocchio ha la maestosità del grande classico, ma devo confessare che il mio sogno sarebbe fare un pop-up di Pinocchio un po' particolare. Diventerebbe un libro mastodontico con un investimento importante. Adesso è libero dai diritti, ma c'è un certo rispetto nel mondo editoriale. Come per Il Piccolo Principe che è Bompiani", fa notare Fini.
    Ad emergere è anche "l'atemporalità per cui non c'è la chiesa, implicazioni religiose. Conoscendo le altre opere di Collodi è proprio un unicum" racconta la direttrice editoriale Ragazzi e Young Adult di Giunti che alla Fiera Ragazzi di Bologna ha dedicato un grande scaffale al burattino per eccellenza della letteratura.
   

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