Dossier 137', quando la polizia indaga su sé stessa
In sala il thriller di Dominik Moll con Léa Drucker
(di Francesco Gallo) Nel segno di un'evidente ingenuità propria di molti eroi, Stéphanie (Léa Drucker), investigatrice dell'Igpn, l'organismo disciplinare della polizia francese, è ottimista e immagina di poter punire davvero alcuni dei suoi colleghi colpevoli di un reato orribile. Questo il tema centrale di 'Dossier 137' di Dominik Moll, thriller del regista e sceneggiatore tedesco naturalizzato francese, già in concorso al Festival di Cannes e ora in sala Con Teodora.
Siamo a Parigi l'8 dicembre del 2018 ed è il quarto sabato di seguito che i gilet gialli si mobilitano sulle rotatorie di tutta la Francia. In questo giorno accade però nella capitale francese un fatto molto grave: un giovane è ferito da un colpo di pistola in testa da un proiettile Lbd che è in dotazione solo alla polizia. Stéphanie mette subito mano alle indagini, anche perché il caso ovviamente monta quando si scopre che la vittima è un bravo ragazzo che ha anche un lavoro: fa l'elettricista.
Per tutta una serie di circostanze e anche grazie all'aiuto delle telecamere di sorveglianza delle strade, vengono individuati come sospetti tre poliziotti della Bri (brigata di ricerca e intervento). Non ci sono però prove certe, ma Stéphanie non è una che molla e grazie anche a un colpo di fortuna queste arrivano nella forma più schiacciante: un video in cui si vedono chiaramente gli accusati sparare al ragazzo mentre è in fuga.
Puntualissimi, serrati, credibili e belli gli interrogatori del film in cui emerge chiaramente l'imbarazzo dell'investigatrice dell'organismo disciplinare e, al contrario, l'impunita violenza degli accusati che, dopo un breve arresto, tornano a piede libero. Per questi poliziotti i manifestanti sono solo 'gli ostili' per la loro potenziale voglia di fare del male, mentre un calcio dato da loro è solo un inciampare sul un corpo. Il caso a un certo punto prende una svolta personale e non certo favorevole all'ispettrice, quando si scopre che la vittima proviene dalla sua stessa città natale. L'accusatrice conosceva la vittima? Così tutto viene messo in discussione.
"Il funzionamento dell'Igpn, la polizia della polizia, mi incuriosisce da molto tempo - ha dichiarato il regista de 'La notte del 12', trionfatore ai César 2024 -. Essendo agenti che indagano su altri agenti, si trovano in una posizione scomoda.
Sono spesso disprezzati e talvolta odiati dai loro colleghi, nonché criticati dai media, e queste tensioni mi interessavano a livello narrativo: come ci si trova a essere nel mezzo di un simile fuoco incrociato? Inoltre raccontare un caso legato alle drammatiche proteste del 2018 mi ha permesso di dare corpo ad alcuni dei problemi che mettono a dura prova da anni la società francese: il divario tra Parigi e il resto del Paese, il senso di abbandono della provincia, le sempre più profonde disuguaglianze sociali. E sono problemi che naturalmente non riguardano solo la Francia".
Nel cast del film anche Guslagie Malanda, Jonathan Turnbull e Dorothée Martinet.
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