'Fuga da Chernobyl', al via su Rete4 una serie di docu sui grandi fatti del '900
Da Marconi a Dalla Chiesa, da Marilyn Monroe allo sbarco in Normandia a Ustica
Retequattro dedica una serie di appuntamenti ad alcuni grandi fatti del Novecento: il primo, in occasione del 40° anniversario, ricostruisce le 48 ore che cambiarono il mondo e racconta il più grave incidente nucleare di sempre. Il docufilm in prima visione assoluta ed esclusiva - Fuga da Chernobyl - va in onda domenica 26 aprile, alle 17.15.
L'iniziativa - dal 30 aprile, ogni giovedì, in seconda serata - prosegue con Hitler - Ultimo giorno (81 anni fa, il 30 aprile 1945, si chiudeva la parabola del Führer); il 7 maggio, con Carlo III: la nascita di un Re (vigilia dell'incoronazione del Sovrano, che ha avuto luogo a Londra nel 2023); il 14 maggio, con Guglielmo Marconi, il Genio del Wireless (a 152 anni dalla nascita, avvenuta il 25 aprile 1874); il 21 maggio, con Fossoli: anticamera per l'Inferno; il 28 maggio, con Generale: rivivendo Carlo Alberto Dalla Chiesa.
Lunedì 1° giugno, inoltre, a 100 anni esatti dalla nascita dell'icona di bellezza e sensualità, simbolo per eccellenza della Hollywood degli Anni '50, la rassegna propone un'altra prima visione assoluta: il doc Marilyn Monroe: nascita del Mito.
Il 4 giugno la serie continua con Apocalypse: D-Day - Lo sbarco in Normandia (che avvenne il 6 giugno 1945) e, l'11 giugno, con Bobby Kennedy - Il sogno di un mondo migliore (assassinato a Los Angeles il 5 giugno 1968, durante la campagna per le primarie democratiche). In chiusura, venerdì 26 giugno, a 46 anni dalla strage le cui responsabilità sono ancora tutte da chiarire, dove hanno trovato la morte 81 persone, di cui 16 minori, il doc Ustica. Una nuova verità.
In Fuga da Chernobyl si documenta lo svolgersi dei fatti, dopo l'esplosione della centrale nucleare di Chernobyl e la fusione del nocciolo nel reattore 4 (incidente di livello 7, il massimo nella International Nuclear and Radiologica Event Scale). Il mondo è testimone del più grave disastro atomico della storia: era il 26 aprile 1986. Quanto avvenuto nel complesso, in attività dal 1978 e intitolato a Vladimir Il'ič Lenin, non colpisce solo l'area del reattore, ma tutto il mondo: una nube radioattiva, dagli effetti mai pienamente quantificati, viene spinta dal vento, interessando gran parte dell'Europa occidentale e persino l'America del Nord. Il pericolo è inizialmente sottovalutato, per il goffo tentativo d'insabbiamento dei vertici del potere sovietico che, secondo documenti del Kgb declassificati nel 2021, definiva l'impianto "uno dei più pericolosi dell'Urss" già nel 1983. Fuga da Chernobyl, in particolare, racconta le prime 48 ore dal disastro. La narrazione, incalzante e coinvolgente, dà conto del caos, del coraggio e del dramma umano intorno a Chernobyl, mette in luce la lotta dell'intera comunità contro una fusione incontrollabile, il sacrificio dei primi soccorritori e i primi effetti di una sciagura senza precedenti. Sullo schermo, il conto alla rovescia definisce i tempi dell'evacuazione, cristallizza il tragico svolgersi dei fatti e guida lo spettatore attraverso gli eventi raccontati dai sopravvissuti, come in presa diretta.
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