Spoleto riparte dalle Radici e si fa ponte tra classico e pop
ANSA - Cultura

Spoleto riparte dalle Radici e si fa ponte tra classico e pop

Martedì 28 aprile 2026
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Dal 26 giugno al 12 luglio con la direzione artistica di Daniele Cipriani

(di Francesca Chiri) Molte prime assolute, eccellenze mondiali e giovani talenti, spettacoli di opera, musica, danza, teatro e arte declinati all'insegna delle Radici, come forza del passato e allo stesso tempo all'insegna del cambiamento: si apre 26 giugno e si snoda tra i luoghi iconici di Spoleto fino al 12 luglio, la 69/esima edizione del Festival dei Due Mondi, quest'anno sotto la guida del direttore artistico Daniele Cipriani. Saranno 17 giorni di programma con 100 performance, di cui 7 prime mondiali e 9 produzioni originali per il Festival, con più di 1000 artisti provenienti da 27 Paesi, con spettacoli in esclusiva, debutti mondiali ed europei, creazioni commissionate appositamente per il Festival, performance site-specific. Dialogheranno insieme spaziando tra culture diverse e linguaggi contemporanei, uniti dal claim "In the bel mezzo of everything", un 'incontro-confronto tra mondi diversi, con un cartellone che si apre al grande pubblico e all'esigenza di un'arte accessibile, di cui gli spettatori possano sentirsi parte integrante. E che si snoderà tra luoghi classici come il Teatro Romano, Piazza Duomo, il Teatro Caio Melisso e indirizzi meno frequentati come il Giardino di Palazzo Campello, il cortile della Rocca Albornoziana e la Basilica di San Salvatore, patrimonio Unesco che riapre al pubblico dopo dieci anni.
    Se ad inaugurare il programma sarà Vanessa di Samuel Barber sul libretto di Gian Carlo Menotti, in un nuovo allestimento diretto da Leo Muscato che è anche consulente musicale del festival, al fondatore del Festival saranno dedicati anche una serie di omaggi, come la Maratona Menotti, un concerto di quasi 24 ore in occasione del 115° anniversario della nascita. Di maratone in maratona torna anche quella della danza, ideata da Alberto Testa e Vittoria Ottolenghi, che chiamerà a raccolta sul palco le étoiles della danza internazionale. E sempre all'insegna del tributo a Menotti nasce anche la Festival dei Due Mondi Academy, il programma di formazione e ospitalità rivolto a giovani musicisti under 35 provenienti da tutto il mondo che avranno anche la possibilità di esibirsi con i protagonisti dei Concerti di Mezzogiorno.
    "Accanto ai grandi nomi della musica classica internazionale, Yannick Nézet-Séguin, Gianandrea Noseda, Arcadi Volodos, Yuja Wang, Mario Brunello, Giovanni Sollima fra gli altri, trovano spazio giovanissimi artisti destinati a segnare il panorama musicale dei prossimi decenni", sottolinea Beatrice Rana chiamata anche alla consulenza musicale della kermesse. Yannick Nézet-Séguin, direttore musicale del Metropolitan Opera di New York e della Philadelphia Orchestra guiderà la London Symphony Orchestra e la stella del pianoforte Yuja Wang in una versione originale e suggestiva di Rachmaninov e Prokof'ev; il concerto finale di chiusura, il 12 luglio, sarà affidato alla bacchetta del Maestro Gianandrea Noseda, che con la Filarmonica del Regio di Torino sunerà le note di Menotti, Bernstein e Dvorák. Ma a Spoleto planerà anche il pianismo trascendentale di Arcadi Volodos, lo sperimentalismo di Laurie Anderson, i brani originali del compositore estone-americano Lembit Beecher, il concerto mistico di Mario Brunello e Giovanni Sollima.
    "Questa edizione del Festival - commenta Cipriani - è stata pensata per tutti: le varie discipline devono riuscire a parlare a ogni tipo di pubblico". Arrivano così anche icone di successo della scena pop: da Mika ad Arisa. La prosa si apre con Platonov di Cechov allestito dal grande regista Peter Stein ma arriva anche Giuseppe Fiorello con Educazione sentimentale, pièce di Ivan Cotroneo in prima assoluta. Poi, tra i tanti, Dan Fante con Don Giovanni e il suo pitbull, la compagnia norvegese-statunitense Wakka Wakka, l'omaggio a Beckett dei #SIneNOmine della Casa di Reclusione di Spoleto. Per la danza si attende la prima europea di This is Rambert, la celebrazione del centenario di Robert Rauschenberg, con la Trisha Brown Dance Company e il Merce Cunningham Trust e ci sarà la prima italiana della creazione di Benjamin Millepied Du bout des lèvres, il flamenco con la bailaora Leone d'Argento alla Biennale di Venezia 2022 Rocío Molina insieme con il bailaor e percussionista José Manuel Ramos Oruco. Per l'arte veglia il gesto artistico di Giuseppe Penone che firma il manifesto del Festival con l'opera in bronzo e vegetazione Le foglie delle radici, installazione di quasi 10 metri che svetterà in Piazza Pianciani e a lui è dedicata una mostra diffusa. Tra le celebrazioni anche quella di Dario Fo con una mostra sulle sue macchine teatrali con cui aveva debuttato proprio alla Rocca Albornoziana con Lu Santo Jullare Francesco.
   

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