Fdi difende Venezi, 'penalizzata perchè non è di sinistra'
ANSA - Cultura

Fdi difende Venezi, 'penalizzata perchè non è di sinistra'

Martedì 28 aprile 2026
2 visualizzazioni

I lavoratori del teatro denunciano, 'minacciati di morte'

(di Mauretta Capuano) Non si placa la polemica sul caso Venezi. A quarantotto ore dall'annullamento della sua designazione, il prossimo ottobre, a direttrice musicale del Gran Teatro La Fenice, Fratelli d'Italia difende a spada tratta la maestra. "Fino ad oggi ha pagato non essere figlia di musicisti e non essere di sinistra. Noi ci batteremo sempre per una nazione in cui chi è bravo può andare avanti anche se non è di sinistra" tuona il capigruppo di FdI alla Camera Galeazzo Bignami.
    Dall'altra parte, le maestranze, che in sette mesi non hanno mai mollato la contestazione, denunciano che "in questi giorni stanno ricevendo, soprattutto sui social, valanghe di insulti e minacce, anche di morte" e annunciano in una nota della Rsu del Teatro: "ci siamo già rivolti ai nostri uffici legali per difenderci da tanta inutile meschinità". Ci tengono anche a chiarire che "mai e sottolineiamo mai, i lavoratori e le lavoratrici del Gran Teatro La Fenice hanno offeso o calunniato né la Maestra Venezi né nessun'altra persona o istituzione".
    Piena solidarietà viene dagli esponenti M5S in Commissione Cultura che nei giorni scorsi hanno portato tutto il loro sostegno anche al presidente della Fondazione La Biennale, Pietrangelo Buttafuoco, nel mirino per l'apertura del Padiglione russo, altra patata bollente che ha portato al forfait del ministro della Cultura Alessandro Giuli all'inaugurazione della Biennale Arte il 9 maggio e a tutte le giornate di pre-apertura dell'Esposizione.
    "Un fatto grave e inaccettabile - dicono i M5S delle minacce alle maestranze - che merita una condanna netta, senza ambiguità. Colpisce che, mentre emergono queste intimidazioni, Fratelli d'Italia scelga ancora di intervenire pubblicamente a difesa di Beatrice Venezi, nonostante le sue offese alla fondazione e l'orchestra, senza che vi sia stato nemmeno un confronto diretto con i lavoratori".
    "La più ferma e sincera solidarietà a tutti i dipendenti del teatro" viene anche dal sovrintendente della Fenice, Nicola Colabianchi, da loro più volte contestato fino a chiederne le dimissioni, che ora dice "tali episodi sono inaccettabili e profondamente lesivi non solo della dignità delle persone coinvolte, ma anche dei valori fondamentali di rispetto, civiltà e convivenza che devono sempre caratterizzare la nostra comunità". Colabianchi, su cui è ricaduta tutta la responsabilità del licenziamento di Beatrice Venezi, confida anche "che si possa ristabilire in tempi rapidi un clima sereno e costruttivo, che consenta a ciascuno di svolgere il proprio lavoro con la necessaria tranquillità e dedizione, restituendo al teatro quel contesto di armonia e collaborazione che da sempre ne rappresenta l'essenza".
    Ma la strada per ricomporre una situazione ormai compromessa è tutta in salita e sul percorso pesa anche il voto alle comunali del 24 e 25 maggio a Venezia come ricorda il capogruppo del Pd e portavoce dell'opposizione al Consiglio regionale del Veneto, Giovanni Manildo. "La vicenda della Fenice - dice - avrà un impatto nelle elezioni".
   

Riproduzione riservata © Copyright ANSA

Condividi questo articolo