Casa come me, una nuova collana Electa sul legame profondo tra spazio e identità
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Casa come me, una nuova collana Electa sul legame profondo tra spazio e identità

Mercoledì 29 aprile 2026
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Dal 26 maggio con Morandi ed Einaudi, curata da Andrea Cortellessa ed Emanuele Trevi

Sarà in libreria per Electa a maggio Casa come me, una nuova collana di libri dedicata al legame profondo tra spazio e identità, tra abitazione e vocazione.
    Scrittori e saggisti raccontano i protagonisti dell'arte, della letteratura e dell'editoria del Novecento a partire dai luoghi in cui hanno vissuto, abitato, creato. Curata da Andrea Cortellessa ed Emanuele Trevi, sarà in libreria dal 26 maggio e debutta con due titoli dedicati rispettivamente alla casa di Giorgio Morandi in via Fondazza a Bologna e a Casa Einaudi, la storica sede di via Biancamano 1 a Torino. "Casa come me", così Curzio Malaparte chiamava la fantasmagorica magione (detestava che venisse chiamata "villa") che irripetibilmente, nel 1938, riuscì a costruirsi a Capri sul ciglio dell'infinito. Realizzata da Adalberto Libera e ricolma di oggetti e opere firmati da Alberto Savinio (l'autore di Casa ispirata e di Casa 'la Vita'), ma da Malaparte stesso a più riprese modificata e 'personalizzata', diventando un manifesto di vita. La sua fortuna postuma, a partire dal capolavoro cinematografico di Jean-Luc Godard, Il disprezzo, di cui la Casa è set, è emblematica delle contraddizioni del nostro rapporto con l'ambiente, ma anche delle estasi che possono prodursi all'incontro al vertice, è il caso di dire, di tutte le arti.
    Ogni volume presenta il testo di un saggista o uno scrittore capace di raccontare, insieme, la Casa e chi l'ha abitata ed è affiancato da alcune immagini quali foto d'epoca, disegni o piante allo scopo di ricostruire spazi e funzioni delle abitazioni.
    Il progetto grafico è a cura dello Studio Sonnoli, tributo alla geniale invenzione grafica di Bruno Munari per la collana di saggistica Einaudi 'Nuovo Politecnico': un minimale quadrato rosso che contraddistinse la cultura progressista italiana per oltre vent'anni, dal 1965. Il primo titolo su Giorgio Morandi è curato da Marco Antonio Bazzocchi, che insegna Letteratura italiana contemporanea e Letteratura dell'età romantica presso l'Alma Mater Studiorum-Università di Bologna. "Grazie a questa casa tenuta immobile e protetta dalla vita di fuori, Morandi non ha mai dismesso il suo mondo privato. Non lo ha mai realmente consegnato in mani altrui. Esattamente come non ha mai concesso se stesso. Per questo in lui - spiega ancora Bazzocchi - e nelle sue tele il desiderio (cioè una forza che spinge sempre ad andare 'oltre') è tenuto a un livello il più basso possibile. E per questo ha chiuso la sua vita in un perimetro ristrettissimo, dove sono entrate poche persone. Dentro a questo perimetro sono stati messi in scena decine e decine di drammi, ognuno connesso a una minima variazione di cui protagonisti sono gli oggetti". A raccontare la casa editrice Einaudi, intesa come 'casa' degli autori, sarà Paolo Di Stefano. Tutto, comunque, negli arredi interni - tappeti cammello, tende di chintz rosso, lampade, tavolino di vetro e legno, le vetrine che espongono il 'Giornale della Libreria', le scrivanie con cassetti cubici aperti, il tavolino di marmo Portovenere all'ingresso, le sedie di Chiavari - contribuisce a formare uno stile geometrico estremamente razionale in cui i libri "diventano la quinta policroma, la scenografica ed essenziale cortina". Pavimenti di legno negli uffici, mentre il corridoio, che culmina in una scala a chiocciola davanti alla parete nera di fondo, è di marmo nero striato di venature verdi.
   

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