A Maddalena Crippa l'8 giugno a Jesi il premio intitolato a Valeria Moriconi
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A Maddalena Crippa l'8 giugno a Jesi il premio intitolato a Valeria Moriconi

Giovedì 30 aprile 2026
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Nel ricordo dell'attrice jesina, si celebra il magistero delle donne nell'arte teatrale

È Maddalena Crippa, tra le interpreti più autorevoli e poliedriche della scena teatrale italiana, musa di grandi registi contemporanei, la vincitrice della sesta edizione del Premio "Valeria Moriconi - Protagonista della scena", riconoscimento a cadenza biennale intitolato alla grande attrice di Jesi (Ancona) scomparsa nel 2005.
    Istituito dal Comune di Jesi, Fondazione Pergolesi Spontini, Amat e Centro Valeria Moriconi, il premio che celebra il magistero delle donne nell'arte teatrale è stato assegnato in passato a Isabelle Huppert, Monica Guerritore, Emma Dante, Ottavia Piccolo, Elena Bucci.
    Premiata anche, nell'edizione 2026, Emilia Scatigno, giovane e talentuosa attrice e drammaturga, già diretta da maestri come Peter Stein, nella sezione "Futuro della scena": il riconoscimento le consentirà di sviluppare un progetto teatrale con gli enti promotori, nella prossima stagione.
    Il Premio Moriconi sarà conferito al Teatro Pergolesi di Jesi l'8 giugno al termine dello spettacolo "Deve trattarsi di amore autentico per la vita" (ore 21), dai diari di Etty Hillesum, drammaturgia di Giulia Calligaro, con Maddalena Crippa affiancata dal poliedrico musicista Gianmario Conti, autore ed esecutore di brani originali per arpa celtica e armonica a bocca. La produzione è del Teatro Pubblico Ligure.
    Dopo la performance, Crippa converserà in palcoscenico con il direttore dell'Amat Gilberto Santin, quindi il dono del premio con l'opera "A viso aperto" realizzata dall'artista Ezio Bartocci. Nello spettacolo "Deve trattarsi di amore autentico per la vita", Maddalena Crippa dà voce ai Diari di Etty Hillesum, giovane ebrea olandese scomparsa ad Auschwitz nel 1943, in una delle testimonianze più potenti del Novecento.
    attraverso le pagine compilate meticolosamente ogni giorno dal 1941 al 1943, Hillesum raccontava il proprio percorso interiore durante l'occupazione nazista nei Paesi Bassi: un cammino di consapevolezza in cui, anche nel buio della guerra e della persecuzione, emerge una straordinaria capacità di trasformare la sofferenza in amore per la vita, compassione e ricerca di senso.
   

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