L'Opera Festival all'Arena si aprirà con Traviata ambientata al Moulin Rouge
Regia dello scozzese Paul Curran, le scenografie di Juan Guillermo Nova
- VERONA, 30 APR - A poco più di 40 giorni dall'inaugurazione del 103/o Arena di Verona OperaFestival, che si aprirà il 12 e 13 giugno nella doppia serata con il nuovo allestimento di Traviata, nei laboratori areniani fervono i preparativi per la nuova produzione. Per la prima volta nella storia dell'Arena, sarà portata teatro all'aperto più grande del mondo una delle istituzioni iconiche della capitale francese: il Moulin Rouge.
Nell'allestimento, con la regia dello scozzese Paul Curran, le scenografie, che rappresentano anche il Moulin Rouge, sono firmate da Juan Guillermo Nova. "Questo è uno dei posti che preferisco della Fondazione Arena - ha detto la sovrintendente e direttrice artistica Cecilia Gasdia - non solo perché qui nascono le scenografie delle opere arenane, ma anche perché si ripristina e restaurano tutti gli allestimenti già fatti.
Abbiamo tanti lavoratori che in questo momento sono impegnati per Traviata che appunto sarà ambientata dentro il Moulin Rouge".
Dietro le quinte della nuova Traviata spicca l'enorme palcoscenico, lungo più di 40 metri, che per ogni rappresentazione dell'opera verdiana sarà posato e poi smontato dagli attrezzisti dell'Anfiteatro. "Noi nei laboratori operiamo molti mesi prima - ha spiegato Michele Olcese, direttore allestimenti scenici della Fondazione Arena di Verona - perché le lavorazioni e l'ambientazione in Arena sono talmente complesse e la dimensione del palco areniano è gigantesca. Per questo è necessario avviare l'attività con grande anticipo, con uomini e donne che hanno varie competenze artistico-artigianali: abbiamo falegnami costruttori, fabbri, scultori, pittori, attrezzisti decoratori, sarti di scenografia. Tutto questo insieme di persone arriva a consegnare in Arena l'allestimento che sarà oggetto del Festival lirico".
La sovrintendente Gasdia ha sottolineato che "nei laboratori ci sono 20 persone che lavorano, ma durante l'estate raddoppiano, come del resto ci sono 12 tecnici di palcoscenico al Teatro Filarmonico che diventano quasi 80. E vorrei sottolineare che proprio nei laboratori si capisce l'opera, perché l'opera lirica è il più antico spettacolo multimediale: non ha solo l'orchestra, il recitativo, il canto che come noto è Patrimonio mondiale dell'umanità, ma anche la scenografia, i costumi, i truccatori".
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