Identità, solitudine e censura al nono Polis Teatro Festival di Ravenna
Greta Thunberg nell'immagine, 'Nordic Focus' sui Paesi baltici e scandinavi
Torna dal 5 al 10 maggio a Ravenna Polis Teatro Festival, che da sempre indaga temi fondamentali e di attualità: identità, censura, piacere femminile e politicità dei corpi, solitudine, nostalgia e comunità, sono alcune delle parole chiave dell'edizione 2026, la nona, dedicata ad un Nordic Focus incentrato sul teatro contemporaneo dei Paesi baltici e scandinavi. Il Festival toccherà i principali luoghi culturali di Ravenna (Teatro Rasi, Artificerie Almagià, Mar-Museo d'Arte della Città di Ravenna, via Zirardini Open-Air Gallery, Teatro Socjale di Piangipane) con oltre trenta eventi e ospiti provenienti da Lituania, Lettonia, Estonia, Finlandia, Svezia, Norvegia e Danimarca.
L'immagine del festival nasce dall'artista-attivista Gianluca Costantini che quest'anno propone l'attivista climatica Greta Thunberg ritratta nel cielo del Nord accanto all'orso che vuole proteggere. Sarà proprio Costantini ad aprire il festival con il suo progetto Shieldmaiden, in esposizione in via Zirardini Open-Air Gallery fino al 19 maggio. Tra gli spettacoli evento 'Tremolo' di Laura Kutkaité, artista lituana che parlerà della creazione femminile, tema su cui è incentrato la maggior parte del festival, 'Asja Lacis' di Carullo e 'Materiale per Medea' di Agata Tomšič. Non mancheranno momenti di incontro e dibattito con artisti, critici e studiosi, attività formative e progetti partecipativi sviluppati durante tutto l'anno, frutto di numerose collaborazioni con enti locali, nazionali e internazionali. Il programma completo è su polisteatrofestival.org.
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