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>ANSA-BOX/ Nel Padiglione Russo della discordia, tra suoni, fiori e installazioni

Martedì 5 maggio 2026
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Al secondo piano l'albero svetta verso il cielo, "punto di attrazione per persone diverse"

(di Mauretta Capuano) "Un equilibrio sul filo delle possibilità, in senso ampio, come la creazione di una situazione. In passato, l'orientamento nello spazio si basava sugli oggetti naturali: noi proponiamo un incontro 'presso l'albero'". È il progetto del Padiglione Russo alla Biennale di Venezia che ha aperto oggi, su invito, ai giornalisti e agli addetti ai lavori, come viene spiegato nel libretto di presentazione che racconta alcuni leitmotiv delle performance.
    Ed è proprio la "figura mitologica e anomala di un albero che trae la propria forza dal cielo" a voler essere e diventare "un punto di attrazione per persone con coordinate culturali, geografiche ed estetiche differenti".
    All'ingresso si è subito colpiti dai suoni ancestrali, gutturali, evocativi delle esibizioni che stanno registrando gli artisti. Ogni tanto arriva il rintocco di una campana e a scombinare le carte anche un Dj Set. Accompagnano la visita composizioni floreali in tutti gli angoli del piano terra con momento clou al primo piano dove svetta l'albero che dà il nome alla performance, "The Tree is Rooted in the Sky" (L'albero è radicato nel cielo) al centro della stanza.
    Alle pareti installazioni video con immagini siberiane, fra la neve, i cavalli, gli orsi e le montagne e tutt'intorno una installazione sonora che si fonda "sull'ascolto attento di eventi sonori minimi che invitano ciascuno a entrare, attraverso la mia esperienza, nel paesaggio sonoro della Buriazia" spiega l'artista Tatiana Khalbaeva. All'ingresso anche un corner dove il pubblico può prendere vestiti usati e al piano superiore un piccolo bar dove si può bere ovviamente la vodka. L'atmosfera vuol essere quella di una festa che ha un passo che disorienta. "Ci rivolgiamo a un visitatore ideale, impossibile. Restate per ore, cogliete i dettagli, decifrate i nostri enigmi" è l'invito che "senza nascondere la fragilità" vuole "incantare nuovamente il mondo".
    La riapertura del Padiglione che ha scatenato il fuoco delle contestazioni sarà solo per quattro giorni, fino all'8 maggio, con opening ufficiale il 6 maggio alle 17.00. Il tempo per registrare le performance che poi saranno proiettate su maxi schermi fino alla chiusura della Biennale, il 22 novembre.
    Era il 2019 quando il Padiglione russo è stato aperto per l'ultima volta. Nel 2022, quando è scoppiata la guerra in Ucraina, si sono ritirati gli artisti e i curatori. Nel 2024 il Padiglione è stato prestato alla Bolivia e nel 2025 è stato utilizzato dalla Biennale per attività educational mentre era in ristrutturazione il Padiglione Centrale.
   

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