Vicino/Lontano, pubblico sotto un sudario per ricordare i bimbi uccisi a Gaza
Anteprima del Festival a Udine nel dialogo teatrale tra Caridi e Montanari
L'intero pubblico accorso nella chiesa di San Francesco sotto un enorme sudario di 25 metri per 7 con sopra i nomi impressi a mano di 18.457 bambine e bambini uccisi a Gaza dai bombardamenti e dai droni israeliani. E' stato un emozionante momento di partecipazione nel corso del dialogo teatrale, una elegia tra Paola Caridi e Tomaso Montanari, con la partecipazione dell'artista e scrittore Nabil Bey Salameh, per ricordare alcune delle vittime, dal titolo "Specchi. Gaza e noi". Lo spettacolo è stata un'anteprima del XXII Festival Vicino/Lontano che si aprirà ufficialmente giovedì 7 maggio (fino al 10) sotto l'Alto patrocinio del Parlamento europeo con un incontro tra Lucio Caracciolo e Marzo Zatterin sul "Respiro del mondo".
Al festival interverranno più di 200 esponenti del mondo della cultura, dell'informazione, scienze, letteratura, arte e spettacolo, fra i quali David A. Graham, Francesca Mannocchi, Sigrid Kaag, Pier Aldo Rovatti, Marino Sinibaldi, Gian Mario Villalta, Giuseppe Remuzzi.
L'evento, prodotto dalla Fondazione Giangiacomo Feltrinelli, è una rappresentazione scenica sul male, sulla cura, sul senso profondo di ciò che abbiamo vissuto e stiamo vivendo. Perché "Gaza è il luogo del male senza limite, della dissoluzione dell'Europa, della bancarotta morale occidentale: ma è anche il luogo in cui è possibile ritrovare la nostra umanità, la nostra responsabilità politica, e forse perfino le tracce di Dio", sottolineano gli organizzatori. La musica e la voce di Nabil Bey Salameh hanno legato al dialogo i suoni e lo spirito della Palestina, sul filo rosso delle poesie tratte dalla raccolta "Il loro grido è la mia voce. Poesie da Gaza" (Fazi).
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