Carmen é Partita. Tersigni, la libertà non ha etichette
Il film di Fortunato su Raiplay: "siamo tutti strani, ognuno ha sua storia da condividere"
"Io interpreto un maresciallo che indaga sulla scomparsa di una giovane, fino a quando non si accogerà di trovarsi di fronte a un muro di omertà. Un film che parla di voci di corridoio, in un piccolo paese vicino Roma su una ragazza che sparisce. Parla di stranezze, di libertà di scelta. Il messaggio che mi auguro possa arrivare è: basta etichette". Parola di Alessandro Tersigni tra i protagonisti di Carmen è partita, il nuovo film tv diretto da Domenico Fortunato, che è anche nel cast, prodotto da Altre Storie con Rai Cinema. La pellicola sarà disponibile dal 16 maggio in esclusiva su RaiPlay.
Nel cast, accanto allo stesso Fortunato (che interpreta Amedeo) e Tersigni, Giovanna Sannino (Carmen), e Antonella Carone, con la partecipazione di Maurizio Mattioli.
Carmen è una figura ambigua sospesa tra fragilità e mistero, mentre Fortunato veste i panni di Amedeo, uomo introverso incapace di esprimere pienamente le proprie emozioni. Alessandro Tersigni, da maresciallo incaricato delle indagini, inserisce nel racconto una dimensione più concreta e investigativa, mentre Antonella Carone interpreta zia Rosanna, presenza eccentrica e materna.
"Carmen è partita nasce da una riflessione sulla stranezza umana - racconta il regista - Siamo tutti un po' strani e anche la vita è un po' strana e quando troviamo qualcuno la cui stranezza è compatibile con la nostra, ci uniamo a loro cadendo in una reciproca stranezza che chiamiamo amore. Questa citazione di Robert Fulghum racchiude il cuore del film. La stranezza è un elemento che appartiene a ciascuno di noi, più o meno evidente, più o meno ingombrante. In questa storia ho voluto intrecciarla con la solitudine e con l'abbandono, trasformandola in qualcosa che può diventare amore e vita. I personaggi del borgo vivono tutti le loro particolarità. Il borgo di Mentana diventa un luogo che custodisce storie, abitudini e relazioni. Ho voluto realizzare una storia intima e delicata, capace di restituire, speranza e libertà. Perché la libertà, in fondo, non può essere strana".
Il personaggio di Carmen ha letteralmente una sola battuta, è un ruolo del silenzio. " Era tutto sottotesto, movimenti. E' un personaggio ossessivo. Ho tolto la parola e fatto solo corpo.
Così ti metti in gioco. Ho ascoltato molto Battisti, liberando 'il mio canto libero'. Commenta Mattioli: "Mi è piaciuto entrare in un clima di mistero, ma in chiave abbastanza sobria, non posso che esserne contento.
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