#siamoaititolidicoda, 'che fine hanno fatto le denunce ai David?'
ANSA - Cultura

#siamoaititolidicoda, 'che fine hanno fatto le denunce ai David?'

Giovedì 7 maggio 2026
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"De Angelis e Carnera uniche voci degne di nota. 1365 firme alla nostra petizione"

Il movimento #siamoaititolidicoda rivolge "un ringraziamento profondo alle 1365 persone che, firmando la nostra petizione, hanno scelto di sostenere un'iniziativa nata non per colpire il prestigio dei David di Donatello, ma per accendere un faro su una criticità di settore senza precedenti e su una vastissima crisi culturale". E a chi "chi sosteneva che la kermesse fosse il luogo ideale per far emergere la protesta" chiede se tale denuncia "sia andata in onda su un altro canale: che fine hanno fatto il dissenso e la solidarietà per i lavoratori? Ci chiediamo come sia stato possibile festeggiare sulle macerie di un settore. Forse per tentare di spegnere la protesta?".

Il Movimento ringrazia invece Matilda De Angelis e Paolo Carnera, "le uniche voci degne di nota, insieme a tutti coloro, come Lino Musella e Andrea Castorina, che hanno espresso un segno di umanità contro il genocidio a Gaza. Per tutto il resto, oltre all'interrogativo su quanto sia costata questa lussuosa celebrazione, rimane solo un'angosciante silenzio. Avete detto bene: era la vostra festa. Per noi resta la realtà: non c'è cinema senza dignità e soprattutto non c'è cinema senza troupe".

    In questo contesto, aggiunge il movimento, "accogliamo le recenti dichiarazioni del ministro Alessandro Giuli come 'lacrime di coccodrillo', un intervento tardivo che non cancella le responsabilità di un ministero la cui condotta continua a logorare il tessuto produttivo e occupazionale del Paese. Vogliamo inoltre replicare alle parole di Mario Martone ricordando che, dopo l'orale ci sono gli scritti: pretendiamo i fatti, e li pretendiamo subito. Quei venti milioni di euro che il ministro vorrebbe destinare alle maestranze non devono finire nel calderone indistinto dei fondi generali, ma vanno indirizzati direttamente ai tecnici e alle maestranze delle troupe che da mesi sono senza occupazione e vivono un'umiliazione sociale insostenibile. La nostra fiducia è ai minimi termini, specialmente dopo aver assistito alla consueta propaganda della sottosegretaria Lucia Borgonzoni, volta a dipingere un cinema in 'ottima forma' quando la realtà ci consegna un settore agonizzante. Non siamo più disposti ad accettare umiliazioni né narrazioni distorte, convinti che non possa esistere vera unione senza una presa di posizione chiara e coraggiosa".

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