Al festival donne con il coraggio di mettersi in gioco e le sfide di un maestro
ANSA - Cultura

Al festival donne con il coraggio di mettersi in gioco e le sfide di un maestro

Mercoledì 13 maggio 2026
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Il concorso si apre con Nagi Notes e La vie d'une femme, Jackson versione masterclass

Due storie di donne che hanno il coraggio di mettere in discussione le proprie certezze, la propria identità, e di rimettersi in gioco anche nell'amore lesbico, tracciano i due film che hanno aperto il concorso alla 79/a edizione del Festival di Cannes, 'La vie d'une femme' di Charline Bourgeois-Tacquet e 'Nagi Notes' di Kōji Fukada. Una giornata nella quale è tornato protagonista con una masterclass Peter Jackson, prima Palma d'oro d'onore di quest'edizione (la seconda andrà a Barbara Streisand) ed è arrivato in scena anche l'atteso duo Gillian Anderson-Hannah Einbinder, in Teenage Sex And Death At Camp Miasma, thriller horror satirico di Jane Schoenbrun.


    In 'La vie d'une femme' di Charline Bourgeois-Tacquet (che ha nel cast, in un cameo, anche Erri de Luca), è protagonista Gabrielle (Léa Drucker), una chirurga cinquantenne a capo di un reparto ospedaliero. Una donna dedita al suo lavoro di manager e schiacciata dal peso delle responsabilità. Nella sua trascurata vita privata, ha un marito amorevole con due figli, non suoi, e poi una scatenata madre che dipende dalle sue cure da quando ha l'alzheimer. L'arrivo di una scrittrice, Frida (Mélanie Thierry), che frequenta il suo reparto per documentarsi per il suo prossimo romanzo, incrina molto lentamente il suo equilibrio affettivo. Bourgeois-Tacquet ha spiegato che Gabrielle "incontra qualcuno che ha una vita completamente diversa e per lei è come scoprire un altro universo, volevo che lo affrontasse" un percorso "che la trasformerà anche profondamente". Nagi notes di Koji Fukada, più volte selezionato con le sue opere a Cannes, ma per la prima volta nella competizione per la Palma d'oro, racconta invece "un'esplorazione delle relazioni umane intime, che unisce delicatezza emotiva a uno sguardo acuto sulla società giapponese contemporanea". La storia è ambientata nella cittadina di Nagi ed ha al centro Yoriko, una scultrice che vive con l'ombra di un amore passato che continua a plasmare la sua arte. Quando Yuri, un'architetta di Tokyo ed ex cognata, arriva per una visita dopo una recente separazione, nasce fra loro gradualmente un silenzioso confronto. "Si parla di difficoltà nelle relazioni amorose - spiega Fukada - ed entra in gioco anche un altro argomento, i rapporti Lgbtq, un tema che in Giappone ha ancora difficoltà ad essere pienamente recepito dal pubblico. Alla base c'è un'opera teatrale di Oriza Hirata, un autore che è molto influenzato da Cechov".
    Di sfide personali e soprattutto artistiche, a partire dalle trilogie de Il Signore degli anelli e The Hobbit, ha parlato anche il regista neozelandese Peter Jackson, Palma d'oro d'onore, che in una sala Debussy strapiena ha anticipato la prossima: "Con Fran (Walsh, cosceneggiatrice, coproduttrice e moglie del regista) stiamo lavorando a una sceneggiatura di Tintin (il giovane giornalista giramondo creato per i fumetti da Herge, ndr). Il piano originale era che Steven dirigesse il primo film sul personaggio e io il secondo. Lui ha fatto il suo, io ci ho messo 15 anni per decidermi. Stavo scrivendo nella stanza d'albergo anche qui un paio di giorni fa. Ho fatto delle scalette per delle scene, le ho mandate a Fran perché le mostrasse a casa, quindi è una cosa vera. Sto tornando nel mondo di Tintin e lo adoro".
    In serata gli omaggi a due blockbuster Usa (in un anno quasi senza major americane) in versione restaurata, per Cinema de la plage, i 40 anni di Top Gun di Tony Scott e a mezzanotte Vin Diesel, Jordana Brewster e Michelle Rodriguez per la proiezione in Cannes Classics di Fast and Furious, uscito 25 anni fa.
   

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