Storia di un'adozione, viaggio nelle emozioni fra amore e sofferenza
ANSA - Cultura

Storia di un'adozione, viaggio nelle emozioni fra amore e sofferenza

Giovedì 14 maggio 2026
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Il bisogno umano di appartenere, Cinzia Brancato racconta l'esperienza con Karim

(di Angelo Cerulo) CINZIA BRANCATO 'KARIM. IL BAMBINO DAL COMPLEANNO INVENTATO' (LA VALLE DEL TEMPO, COLLANA TRACCE DI MEMORIA, PP. 128, EURO 16) - Una storia che è un viaggio nelle emozioni in un campo, quelle delle adozioni, segnato da sensibilità e ferite, amore e sofferenza in un intreccio sempre complicato. Dove nulla è scontato e dove la coppia e il bambino si trovano immersi in un vortice che è insieme intimo e collettivo. Raccontare questo mondo partendo dalla propria esperienza vuol dire descrivere l'itinerario percorso fra mille difficoltà e paure. Ansie mai sopite e che accompagnano per sempre i protagonisti. Perché dietro le fotografie e i video, dietro le stanze apparecchiate per il nuovo 'arrivo', dietro le feste con i parenti, ci sono tutte le tappe del 'giudizio', dello 'stigma' degli 'altri' e delle istituzioni, del senso di inadeguatezza e di smarrimento delle proprie certezze. Degli esami che non finiscono mai. Cinzia Brancato, giornalista e capo ufficio stampa dell'Istituto per i Tumori 'Pascale' di Napoli, spiega che la maternità fa anche paura. E racconta l'Italia delle famiglie fragili. Con un romanzo che evita slogan e retorica per entrare nel cuore delle paure contemporanee.
    Il libro - che sarà presentato domenica prossima, 17 maggio, a Napoli - è molto più di una storia di adozione: è il ritratto di una generazione sospesa tra desiderio di libertà, bisogno di appartenenza e timore di non essere all'altezza. L'autrice costruisce una narrazione intensa e disarmante, capace di trasformare un'esperienza privata in uno specchio sociale. Al centro non c'è la maternità idealizzata, quella raccontata come destino naturale e inevitabile, ma una donna che della maternità ha paura. Paura di smarrire sé stessa, di dissolversi dentro un ruolo che la società continua a considerare assoluto, sacro, totalizzante.
    Attorno a lei si muovono le aspettative collettive: le domande insistenti, i silenzi pieni di giudizio, la pressione culturale che ancora oggi accompagna molte donne. Quando farai un figlio? Perché aspettare? Interrogativi che diventano il simbolo di un'Italia in cui la libertà femminile continua spesso a essere misurata sulla capacità di aderire a modelli tradizionali. "L'adozione, nel libro, non arriva come una missione salvifica né come un gesto eroico - dice Cinzia Brancato - È invece una possibilità concreta, fragile, complessa. Un percorso fatto di burocrazia, colloqui, attese infinite, dubbi e paure reciproche. Karim, il bambino 'dal compleanno inventato', porta con sé una storia già iniziata altrove, fatta di ferite invisibili e identità spezzate".
    L'incontro con lui non è immediato né rassicurante. È lento, imperfetto, umano. E proprio per questo autentico. La maternità raccontata da Brancato non nasce dal sangue ma dalla scelta quotidiana di restare, anche quando amare significa attraversare distanze emotive, silenzi, fragilità. "Non è un libro sulla maternità o sull'adozione in senso stretto - spiega l'autrice - è una storia che prova a raccontare qualcosa di più universale: il bisogno umano di appartenere, la paura di non essere abbastanza".
   

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