Grossman, fatale per Israele se Netanyahu vincesse prossime elezioni
Scrittore al Salone, sarebbe un Paese invivibile, molti se ne stanno gà andando
"Sono uno scrittore, non mi occupo di statistica, non mi occupo di scienze sociali, quindi quello che posso dire sono semplicemente i miei desideri, le mie speranze e i miei timori. Penso però che ci sia una cosa certa, ovvero il fatto che queste elezioni determineranno il futuro di Israele. Se dovesse vincere la destra di Bibi Netanyahu la società israeliana prenderebbe una direzione fatale, il paese andrebbe verso una sorta di strada senza uscita". Lo dice lo scrittore David Grossman delle prossime elezioni in Israele al suo arrivo al Salone del Libro di Torino dove il 18 maggio presenterà il Meridiano in due volumi che celebra la sua opera, pubblicato da Mondadori su progetto editoriale di Wlodek Goldkorn, con saggio introduttivo e notizie sui testi di Gabriel Zoran.
"Non voglio dire, lungi da me, che Israele cesserebbe di esistere, ma diventerebbe un paese dove sarà molto difficile vivere, crescere dei bambini e riuscire a immaginare il proprio futuro. Tanto che già oggi ci sono centinaia di migliaia di persone che decidono di andarsene da Israele perché sono consapevoli di tutti questi aspetti e perché non riescono più a vivere in una società che diventata troppo messianica, troppo irrazionale, troppo brutale e dove l'aria che si respira è inquinata" sottolinea il grande scrittore.
Lei se ne andrebbe? "Questa domanda mi spezza il cuore perché anche solo considerare questa possibilità è un pensiero che fatico ad accettare. Sono nato nove anni dopo la creazione di Israele, un miracolo secolare se vogliamo. Dopo la Shoah, dopo l'Olocausto, finalmente avevamo un nostro posto nel mondo.
Israele in un certo senso è una democrazia, di contro è anche vero che siamo sempre noi che occupiamo il territorio di un'altra popolazione ormai da quasi settant'anni. La situazione -spiega - non è chiara, è molto complessa" .
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