Tahar Ben Jelloun, 'con Trump il razzismo diventa sistema, i diritti vengono svuotati'
Lo scrittore marocchino su Rai 3 a 'O anche no'
"Quando il capo di Stato più potente del mondo, Donald Trump, fa ciò che vuole, manda un messaggio preciso: i diritti non contano più. Da quel momento anche gli altri Paesi si sentono autorizzati a fare lo stesso. È così che il razzismo non è più un'eccezione, ma diventa una pratica quasi normale. Oggi la violenza è diffusa, brutalizzata, resa accettabile. Viviamo una situazione estremamente delicata, profondamente scomoda, in cui parlare di giustizia e diritti sembra quasi anacronistico". Lo ha detto lo scrittore marocchino Tahar Ben Jelloun, intervistato nella trasmissione condotta da Paola Severini Melograni su Rai 3 "O anche no".
"Non si può più parlare di razzismo come se fossimo negli anni Novanta. Quando ho scritto Il razzismo spiegato a mia figlia era il 1997-1998, i social network non esistevano e il contesto politico globale era diverso. Oggi il potere utilizza i nuovi media per legittimare l'odio, e per rivolgersi ai giovani bisogna passare da Instagram, X, da tutto ciò che non è più il libro o la televisione. Il problema è che i valori sono stati svuotati: la giustizia non esiste più, i diritti vengono calpestati, e il razzismo prospera perché è sostenuto dall'alto" ha concluso.
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