Contro gli orrori del nazismo 'Dissotterrare l'amore' nel '45 di Wiechert
lo scrittore tedesco fu internato per alcuni mesi a Buchenwald
(di Laura Valentini) ERNST WIECHERT 'DISSOTTERRARE L'AMORE. DISCORSO ALLA GIOVENTU' TEDESCA 1945' (BOMPIANI, PP 96, 13 EURO) - Trovare nell'amore le risposte alla morte e distruzione seminate dal nazismo in guerra e nei campi di concentramento. Solo nel cuore umano, infatti, puo' rinascere la speranza e il perdono.
L'invito a 'dissotterrare l'amore' per esorcizzare il male viene rivolto dallo scrittore Ernst Wiechert, che per le sue posizioni avverse al regime nazista fu rinchiuso alcuni mesi a Buchenwald, in un libro-appello in cui si rivolge al popolo tedesco e in maniera particolare alle giovani generazioni, al termine della guerra: il volume arriva in libreria il 3 febbraio edito da Bompiani con il titolo 'Dissotterrare l'amore'. Discorso alla gioventù tedesca 1945.
"Un tempo avevamo una patria, che si chiamava Germania. Era un paese come tanti. Un paese in cui si lavorava, si rideva, si amava e si soffriva, come in molti altri" è l'incipit del 'Discorso' in cui l'autore non si sottrae a un impietoso esame di coscienza, una sorta di resa dei conti con l'orrore in cui era sprofondato il paese con l'avvento del nazismo.
Nel 1933 Ernst Wiechert lascia il suo lavoro al Provveditorato agli studi di Berlino perché come educatore non vuole essere responsabile della diffusione tra i giovani dei dettami del regime. Sotto l'occhio vigile della Gestapo non può pubblicare altro che testi apolitici; nel 1938 le sue posizioni antinaziste lo rendono un perseguitato fino a che viene internato per alcuni mesi nel campo di concentramento di Buchenwald. Il 'Discorso alla gioventù tedesca' (titolo originale dell'opra' è figlio di queste esperienze: insieme documento e esortazione, mostra come le uniche risposte alla distruzione possono e devono essere la speranza, il perdono, e tutto ciò che di buono e giusto c'è nell'animo umano. "E dovete dissotterrare l'amore di sotto alle rovine dell'odio. E dovete ancora dissotterrare la verità e la giustizia e la libertà" è l'auspicio di Ernst Wiechert, che riecheggia ancora oggi oltre ottant'anni dopo, mentre altre guerre sono scoppiate e continuano a imperversare.
Nato nel 1887 in una piccola città della Prussia orientale, Kleinort, Wiechert fu uno degli autori tedeschi più letti dall'inizio degli anni Trenta agli anni Cinquanta. Figlio d'un guardaboschi, la sua crescita avvenne in contatto con la natura e con il paesaggio circostante, elementi che avrebbero poi influenzato la sua produzione letteraria. Si laureò in Lettere dedicandosi successivamente all'insegnamento e alla scrittura.
Dopo il periodo di prigionia a Buchenwald, continuò a essere sorvegliato dalla Gestapo fino alla fine della guerra. Si trasferì poi in Svizzera, dove morì nel 1950. Al campo di concentramento sono dedicate le memorie contenute in Der Totenwald (1946).
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