Omaggio a Elvira de Luca, scenografa, costumista e pittrice poliedrica ma 'riservata'
Progetto Memorie di Accademia Belle Arti Roma fa luce sulla vita di artisti poco studiati
(di Agnese Ferrara) "Un'importante e poliedrica artista, riconosciuta nel mondo dell'arte contemporanea ma rimasta sempre riservata, appartata, forse troppo". Così Simone Prattico, musicista appena rientrato dal suo tour in Indonesia, descrive sua madre, la pittrice Elvira de Luca (Napoli 1934- Roma 2021), alla presentazione nell'aula magna dell'Accademia di belle arti di Roma. del documentario 'Occorre non pensarci centro. La voce di Elvira de Luca. Dal teatro alla pittura' a lei dedicato.
Il video, realizzato nell'appartamento della pittrice, svela le sue opere, molte inedite, conservate dalla famiglia, ne raccoglie i ricordi di figli e di chi la conosceva bene, ne descrive le passioni e le tecniche, le fasi creative e mostra angoli della sua vita rimasta privata. Realizzato dalla scuola di comunicazione e valorizzazione del patrimonio artistico contemporaneo e cinema, fotografia e audiovisivo e del laboratorio 'Controcampo' dell'Accademia di Belle Arti di Roma, il documentario sarà pubblicato sul sito della scuola nei prossimi giorni.
Chi era Elvira de Luca? "Una figura poliedrica, - risponde Francesca Longo docente di beni culturali e ambientali all'accademia, tra le curatrici del progetto. - Formatasi all'accademia di Belle Arti di Napoli, è stata scenografa e costumista, ha poi attraversato i diversi linguaggi dell'arte in modo originale, pur attenta ai nuovi stimoli che le offriva la contemporaneità. Vicina al napoletano Gruppo 58, amica di Lucio Del Pezzo e di Guido Biasi, nel 1961 si trasferì a Roma entrando in contatto con i pittori della neoavanguardia. Negli anni Settanta de Luca sperimenta una svolta verso la ricerca sul linguaggio verbale e i segni collaborando con importanti riviste d'avanguardia dove la scrittura, in sintonia con il pensiero femminista, verrà decostruita. Tornerà alla pittura dagli anni Ottanta in poi".
Il documentario rientra in un progetto più ampio, dal titolo 'Memorie', che fa parte delle attività didattiche dell'accademia con l'obiettivo di rendere noto a un più ampio pubblico la storia di artisti/e poco studiati e dei luoghi in cui hanno vissuto e lavorato. "Sono stati esaminati studi d'artista ancora esistenti narrati attraverso la loro storia con riferimento al contesto in cui si trovavano e la loro attuale condizione, figure di artisti il cui lavoro è ad esempio conservato negli archivi familiari e luoghi pubblici ancora inesplorati che raccontano storie ignote della città di Roma", sottolinea Longo.
"Mia madre non perseguiva riconoscimenti, e da questo punto di vista era un'artista autentica, veniva da un passato in cui l'arte non si vendeva e in cui si rifiutavano le logiche di mercato, - precisa Simone Prattico all'ANSA. - Faceva parte di vari gruppi importanti di artisti, rimanendo sempre coerente con le sue idee. Ha realizzato opere grandiose credendo nella qualità come arma principale del suo operato. Molto attiva, diversi lavori li abbiamo scoperti creando l'archivio, ha anche costruito meravigliose scenografie, lavorando per il teatro e in tv anche per gli spettacoli di Mina. E' sempre stata un personaggio molto particolare, una donna davvero avanti per quei tempi tanto che molti studenti oggi ne rimangono affascinati sia per la sua figura personale che per le sue scelte e per il suo percorso professionale coraggioso e coerente".
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