Milano rende omaggio alla Metafisica, da de Chirico a Gio Ponti
Progetto diffuso tra Palazzo Reale, Gallerie d'Italia e Palazzo Citterio
Milano rende omaggio alla Metafisica come avanguardia artistica che ha contagiato anche l'architettura, il cinema, la fotografia e la moda. Lo fa con una grande mostra, con oltre 400 opere, a Palazzo Reale, 'Modernità e malinconia', che si terrà dal 28 gennaio al 21 giugno, e con altri tre capitoli espositivi in tre musei milanesi, il Museo del Novecento, le Gallerie d'Italia e Palazzo Citterio, nell'ambito del progetto 'Metafisica/Metafisiche', curato da Vincenzo Trione.
"Da Piazza Duomo a Brera sono duemila passi d'arte - afferma l'assessore alla Cultura Tommaso Sacchi -. Una mappa sentimentale nel cuore di Milano che connette spazi fisici e opere d'arte e che rimanda a un'idea di città come museo diffuso".
A Palazzo Reale vengono presentate oltre 400 opere tra dipinti, sculture, fotografie, disegni, oggetti di design oltre a plastici e modelli architettonici. Si parte con i protagonisti del gruppo storico nato a Ferrara nel 1917 - Giorgio de Chirico, Alberto Savinio, Carlo Carrà, Filippo de Pisis, Giorgio Morandi -, per passare agli artisti che, in Europa e in America, hanno assorbito atmosfere e soluzioni del movimento, fino agli echi contemporanei con lavori di diversi autori che si sono ispirati alla poetica Metafisica nel campo dell'arte ma anche della fotografia, dell'architettura, del cinema, del teatro, del design, della moda. Da Mario Sironi a Felice Casorati, da René Magritte a Max Ernst, da Salvador Dalí a Andy Warhol. E ancora da Mimmo Paladino a Giulio Paolini, da Jannis Kounellis a Francesco Vezzoli, da Aldo Rossi a Gio Ponti.
"L'aspetto piuttosto sorprendente è che a un certo punto la Metafisica ha incrociato altri linguaggi - ha spiegato il curatore Vincenzo Trione -. In fondo la Metafisica è davvero ovunque". Tra le opere in mostra a Palazzo Reale spicca un omaggio di Salvador Dalì a de Chirico, 'Composition avec tour', raramente esposto, che è un tributo all'enigma dell'oracolo di de Chirico, con un riferimento alla stella di David che rimanda alle leggi razziali.
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