'La Possibilità di un'Isola', mostra collettiva ispirata a Houellebecq
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'La Possibilità di un'Isola', mostra collettiva ispirata a Houellebecq

Martedì 27 gennaio 2026
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La visione di cinque artisti alla Galleria Iannelli di Roma, dal 30 gennaio al 21 marzo

L'isola come spazio simbolico e luogo di proiezione utopica nel mondo creativo di 5 artisti tra catastrofe e rinascita, allarme ecologico e fantasie individuali e collettive. E' il risultato della mostra collettiva 'La Possibilità di un'Isola' che la Galleria Iannelli di Roma ospita dal 30 gennaio al 21 marzo. Il progetto espositivo, che trae ispirazione dal romanzo distopico 'La Possibilità di un'Isola' di Michel Houellebecq (2005), propone un'analisi della realtà contemporanea intesa come un'archeologia del presente; in mostra l'arte di Laura Gianetti, Matteo Peretti, Vettor Pisani, Sebastian Stumpf e Philip Topolovac che indagano il tema dell'isola in ogni sua possibile declinazione creativa.
    L'esposizione prende avvio dal lavoro di Vettor Pisani, celebre pittore e drammaturgo per il quale l'isola è simbolo costante di un eterno ritorno e di una continua alternanza tra catastrofe e rinascita, isolamento e apertura, memoria e desiderio. Nelle opere della fotoreporter e artista Laura Gianetti l'isola si configura come corpo e paesaggio, assumendo la forma di un allarme ecologico: fotografie e sculture restituiscono istantanee dall'abisso, in cui l'emersione e la sommersione dell'isola come orizzonte utopico apre alla consapevolezza nel presente. Matteo Peretti, fondatore del Gruppo Italiano Giovani Artisti, affronta il tema dell'isola come proliferazione e rovina del linguaggio contemporaneo: agglomerati di oggetti e materiali di consumo diventano microcosmi tra accumulo e catastrofe culturale e produttiva. Le opere di Philip Topolovac, scultore e fotografo tedesco, lavorano sulla proiezione mentale verso luoghi reali, immaginati o perduti: le sue sculture e installazioni evocano utopie individuali e collettive sedimentate come reperti archeologici, sospesi tra memoria e desiderio, fino alla dissoluzione. Infine, l'artista visivo Sebastian Stumpf esplora l'isola come esperienza fisica e performativa: attraverso azioni documentate in fotografie e video, il suo lavoro interroga i confini instabili del paesaggio e del corpo immaginando nuove possibilità di percezione.
   

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