Filadelfia fa causa per una mostra sulla schiavitù rimossa
'Cancellati' i pannelli sui nove schiavi della Casa dei Presidenti
(di Alessandra Baldini) Il National Park Service rimuove un'installazione sulla schiavitù dal sito-museo dove 250 anni fa fu firmata la Dichiarazione di Indipendenza e la città di Filadelfia fa causa all'amministrazione Trump: le autorità municipali hanno citato in giudizio il governo federale chiedendo di ripristinare i pannelli rimossi qualche giorno fa dalla President's House, la casa dove abitarono i primi presidenti George Washington e John Adams.
Il sito fa parte dell'Independence National Historical Park, popolare meta turistica dove si trova anche la Liberty Bell e la Indipendence Hall dove furono discusse la Dichiarazione di Indipendenza e la Costituzione. La rimozione sarebbe legata all'ordine esecutivo firmato a marzo dallo stesso Donald Trump per eliminare da musei e istituzioni culturali tracce di ideologie 'woke' e di politiche ispirate ai valori di diversità, equità e inclusione.
Filadelfia fu la prima capitale degli Stati Uniti. I pannelli dell'installazione, ora rimossi, includevano informazioni sui nove schiavi di proprietà di Washington che lavorarono per lui durante il suo soggiorno. "Trump sceglie ogni occasione possibile per 'ripulire' la nostra storia ma ha scelto la citta' e lo stato sbagliati", ha detto il governatore democratico della Pennsylvania, Josh Shapiro unendosi alle proteste degli attivisti per i diritti civili: "In Pennsylvania impariamo dalla storia, anche quando questa storia fa male".
Il Congresso aveva incoraggiato il National Park Service nel 2003 a riconoscere formalmente gli schiavi che vissero e lavorarono nella Casa dei Presidenti. Secondo quanto si spiega nella causa, nel 2006 la città e l'agenzia dei parchi concordarono di collaborare alla creazione di un'esposizione per il sito, inaugurata nel 2010 con un memoriale e pannelli informativi. "Rimuoverli è un tentativo di ripulire (letteralmente "imbiancare") la storia americana. La storia non può essere cancellata solo perché è scomoda", ha tuonato il presidente del consiglio comunale, Kenyatta Johnson.
La rimozione dell'esposizione rientra nello sforzo a tutto campo dell'amministrazione Trump per eliminare contenuti culturali che non si allineano alla sua agenda e in cui rientrano anche l'occupazione del Kennedy Center di Washington e gli attacchi alla rete di musei dello Smithsonian. A marzo Trump aveva accusato l'amministrazione Biden di promuovere un'"ideologia impropria, divisiva o antiamericana" e incaricato il ministro dell'Interno di modificare i materiali sotto il controllo del dipartimento che "perpetuano una falsa revisione della storia o minimizzano e denigrano impropriamente determinate figure o eventi storici".
Cambiamenti sono già stati apportati anche ad esposizioni della National Portrait Gallery (che fa parte della rete dello Smithsonian). Un testo che parlava dell'impeachment e del ruolo di Trump nell'assalto al Capitol del 6 gennaio 2021 è stato rimosso dall'area vicino al suo nuovo ritratto ufficiale.
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