Tradizione e rivoluzione a Roma con Rivera e l'arte messicana nel '900
Ai Capitolini la maggiore mostra in Europa, la prima in Italia sul pittore muralista
Tradizione e rivoluzione, accademia e avanguardia, cultura arcaica, popolare e modernità. Arriva a Roma la mostra "Diego Rivera e la costruzione dell'arte moderna in Messico nel XX secolo", la più grande esposizione sull'arte messicana in Europa negli ultimi decenni, la prima realizzata in Italia su Diego Rivera, il pittore e muralista messicano più famoso al mondo.
E' un viaggio tra i colori del Messico, una retrospettiva dedicata al pittore e un appuntamento unico con l'arte messicana.
Ospitata a Roma ai Musei Capitolini, a Villa Caffarelli, la mostra che resterà in esposizione fino al 13 dicembre, svela per la prima volta una straordinaria selezione dell'arte messicana moderna perché, oltre alle opere di Rivera, accoglie capolavori di artisti come Frida Kahlo, José María Velasco, José Clemente Orozco, David Alfaro Siqueiros, María Izquierdo. E ancora, maestri del calibro di Tamayo, Lozano, Montenegro, Ruiz, Dr Atl, Saturnino Herrán e tanti altri. In tutto 140 opere di cui 30 di Rivera. E poi ancora alcuni video e scatti, tra cui le fotografie di Diego Rivera, immortalato da Tina Modotti.
Promossa da Roma Capitale, Assessorato alla Cultura e al Coordinamento delle iniziative riconducibili alla Giornata della Memoria, Sovrintendenza Capitolina ai Beni Culturali, la mostra è prodotta in collaborazione con MetaMorfosi Eventi e con il Museo Kaluz di Città del Messico, con il supporto di Zètema Progetto Cultura e con il patrocinio dell'INBAL, Instituto Nacional de Bellas Artes y Literatura del Messico e dell'Ambasciata del Messico in Italia.
L'esposizione è curata da Miguel Fernández Félix, direttore del Museo Kaluz, e da Alberto González Torres, direttore del Museo Robert Brady.
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