Un thriller per riflettere sull'importanza dell'eredità digitale
Ricchiuto: "Una norma permette di inibire l'accesso rendendo intoccabile il nostro spazio"
PAOLO RICCHIUTO, 'NON SAI NIENTE DI ME' (GIUNTI EDITORE, PP. 300, EURO 18,90) Passiamo anni, mesi, giorni, ore, minuti, secondi con le persone che amiamo, ma ciò non vuol dire che sappiamo tutto di loro. Soprattutto, non è scontato che ci diano accesso alla loro 'eredità digitale' dopo la morte. È di questo che scrive Paolo Ricchiuto nel thriller 'Non sai niente di me' (Giunti Editore, pp. 300, euro 18,90).
La sera in cui Anna muore in un incidente, Valerio resta solo con il suo dolore, senza essere in grado di aprire lo smartphone della moglie, dove è custodita tutta la sua vita. Il dispositivo contiene le foto, i video e le pagine social a cui lui ora non ha più accesso, ma soprattutto tutti quei messaggi che gli avrebbero potuto svelare il motivo della distanza che si era creata tra di loro negli ultimi mesi.
Valerio scopre presto che Anna aveva nominato una persona come proprio erede digitale. Ma il nome non è il suo. A questo individuo, in sostanza, colei che credeva la sua compagna di vita ha delegato l'accesso a tutti i propri dati in caso di morte. Il protagonista, incredulo, inizia a scavare nel passato, nelle parole degli amici, trova avvocati, studia sentenze e tenta scorciatoie rischiose per capire qualcosa in più.
Se la domanda è cosa gli abbia nascosto Anna, la risposta è difficile da raggiungere, ma arriva. Ed è più sconcertante di quanto si pensi. "Non sono in molti quelli che prestano attenzione alla tutela dei propri dati personali", commenta l'autore Paolo Ricchiuto, avvocato romano ed esperto di privacy.
"basta pensare ai consensi rilasciati senza pensarci troppo, pur di usufruire di contenuti gratuiti. Quello che è certo, però, è che anche i più avveduti non si fanno una domanda fondamentale: cosa accadrà ai dati memorizzati nel nostro smartphone (foto, messaggi WhatsApp, e-mail) quando non ci saremo più? Siamo così sicuri di voler lasciare ai nostri eredi la possibilità di aprire quel 'cassetto' senza alcun limite?".
Una soluzione esiste ed è - appunto - la nomina di un erede digitale. "Una norma di legge permette di inibire facilmente l'accesso, rendendo intoccabile il nostro spazio digitale", prosegue Ricchiuto, mentre da un notaio specializzato si può designare come erede digitale anche una persona che "con l'eredità vera e propria non ha nulla a che fare".
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