Renato Carpentieri protagonista dell'apertura del Campania Teatro Festival
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Renato Carpentieri protagonista dell'apertura del Campania Teatro Festival

Mercoledì 10 giugno 2026
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Al Mercadante "L'ultimo nastro di Krapp" di Beckett e "Press Conference" di Pinter

È affidata a Renato Carpentieri l'apertura dell'edizione 2026 del Campania Teatro Festival.
    L'attore, diretto da Roberto Andò, darà voce e corpo a due testi firmati da due dei massimi esponenti della drammaturgia europea del '900. Si tratta di "L'ultimo nastro di Krapp" dell'irlandese Samuel Beckett, premio Nobel per la Letteratura nel 1969, qui nella traduzione di Carlo Fruttero, e di "Press Conference" del britannico Harold Pinter, Nobel per la Letteratura nel 2005, nella traduzione di Alessandra Serra. Lo spettacolo, della durata di un'ora, sarà in scena al Teatro Mercadante venerdì 12 giugno alle 21.00 e sabato 13 alle 19.00.
    Ne "L'ultimo nastro di Krapp", il cuore della scena è un "dialogo impossibile": un uomo ascolta la propria voce registrata circa trent'anni prima e si confronta con il fantasma di sé stesso. La parola diventa archivio, traccia, residuo e la memoria un campo di battaglia. "Press Conference" sposta il conflitto dalla sfera privata a quella pubblica. Il portavoce governativo risponde ai giornalisti con frasi melliflue e feroci, evidenziando, attraverso l'ironia tagliente di Pinter, la manipolazione del linguaggio politico e il potere come dispositivo di controllo. Con Renato Carpentieri recita il piccolo Agostino Cossia, in scena nel ruolo del bambino. Lo spettacolo è una produzione Teatro di Napoli - Teatro Nazionale, Fondazione Campania dei Festival - Campania Teatro Festival, che dopo le due anteprime al festival, ritornerà sul palcoscenico del Mercadante dal prossimo 21 ottobre come spettacolo inaugurale della nuova Stagione del Teatro Nazionale partenopeo e quindi in tournée, tra le altre tappe, a Milano, a Roma, Genova, Torino.
    "Mi sono molto divertito e impegnato perché - ha spiegato Andò nella conferenza stampa di presentazione dell'evento - è un testo che si raggiunge con la maturità, un capolavoro assoluto, che in qualche modo mette in tensione gli spettatori con l'attore, impegnandosi in un silenzio complice, perché ci sono molte zone di silenzio, molte zone affidate al nastro registrato, ed è una discesa dentro gli abissi dell'interiorità, del tempo. Quello di Pinter invece è un testo molto vivace, da un certo punto di vista, che racconta un mondo completamente diverso che è la scena pubblica, cioè una classica situazione da conferenza stampa in cui un ministro della cultura è un soggetto enigmatico che viene dall'aver fatto il capo dei servizi segreti e via via si trova coinvolto in una conferenza stampa che diventa anche così un luogo paradossale che sancisce la fine della politica".
   

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