Teatro Nazionale di Genova, Livermore presenta la stagione e lo trasforma in evento
Tema centrale, il teatro ancora e sempre luogo di appartenenza
Artista poliedrico e fantasioso Davide Livermore, dal 2020 alla guida del Teatro Nazionale di Genova, trasforma da sempre le presentazioni delle nuove stagioni in eventi spettacolari, autentiche maratone fra proiezioni, interventi di attori, dj per un tappeto sonoro incalzante. È accaduto anche questa mattina per l'illustrazione del cartellone 2026/2027. Ma, in questo caso, la trasformazione in "evento" era almeno in parte giustificata dalla ricorrenza: il Nazionale compie 75 anni.
I tanti ritratti appesi alle pareti della sala Ivo Chiesa testimoniano questo passato, dalla geniale conduzione dello stesso Chiesa affiancato da Luigi Squarzina alla coppia Carlo Repetti-Marco Sciaccaluga, alla gestione di Angelo Pastore che ha poi lasciato il comando, appunto a Livermore. Una storia di grande impegno sociale e civile, animata da attori che hanno segnato il teatro italiano (da Volonghi a Lionello, da Melato a Eros Pagni, da Ugo Pagliai a Gabriele Lavia).
Alla presentazione il presidente Alessandro Giglio, al suo ultimo impegno prima della scadenza del mandato, Livermore, la direttrice artistica Junior Princess Isatu Hassen Bangura, il dramaturg Andrea Porcheddu e la direttrice della Scuola Elisabetta Pozzi, la sindaca Silvia Salis e la vicepresidente della Regione Simona Ferro, gli attori Dalila Toscanelli e Davide Nicolini. Giglio ha sottolineato i buoni risultati della passata stagione con 9mila abbonati, 130mila spettatori e 528 aperture di sipario. Il Comune ha stanziato 300mila euro per far fronte a una diminuzione di sovvenzioni statali.
La stagione, come è nella tradizione, è ripartita fra le produzioni e gli spettacoli ospiti. Il tema centrale, sottolineato da Livermore, è l'idea di un teatro che sia ancora e sempre un luogo di appartenenza. Ispirandosi al primo spettacolo in cartellone ("Orlando furioso" da Ludovico Ariosto, regia dello stesso Livermore, dall'8 ottobre), "andiamo sulla Luna non per fuggire, ma per riportare a terra la lucidità di un pensiero condiviso", recuperare, insomma, il senno, in un'epoca in preda alla follia. Ma un altro tema conduttore è fondamentale: lo spazio ai giovani testimoniato dalla presenza dell'eclettica Princess Bangura, regista, attrice, danzatrice.
Diversi spettacoli sono firmati da artisti under 35, una scommessa nel futuro per un teatro che, pur con solide radici nella storia, vuole evolversi facendo proprie le tematiche e le esigenze delle generazioni più giovani.
Riproduzione riservata © Copyright ANSA