Luca Arnaù, "Con 'L'Antagonista' un viaggio tra misteri, storia e paure senza tempo"
ANSA - Cultura

Luca Arnaù, "Con 'L'Antagonista' un viaggio tra misteri, storia e paure senza tempo"

Sabato 31 ottobre 2026
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In libreria dal 19 ottobre il romanzo scritto a quattro mani con Valentino Meynet

(di Giulia Bertollini) LUCA ARNAÙ-VALENTINO MEYNET, 'L'ANTAGONISTA' (MURSIA, PP. 342, 19,00 EURO) Tra il fascino oscuro della Venezia del Cinquecento e i misteri irrisolti del presente si muove 'L'Antagonista. Il demone di Poveglia' (Mursia), il nuovo thriller soprannaturale uscito in libreria il 19 ottobre e firmato a quattro mani da Luca Arnaù e Valentino Meynet che sta scalando i vertici delle classifiche editoriali. Una trama avvincente che fonde giallo storico, horror e occulto, intrecciando due indagini parallele distanti cinque secoli: nel 1525 quella dell'avogador Adonai Contarini e nel 2025 quella dell'ispettore Riccardo Tersiveri.
    A fare da ponte tra i due piani temporali sono l'eco inquietante della melodia di un antico carillon e la presenza sinistra dell'isola di Poveglia, ex lazzaretto e manicomio abbandonato, intrisa di leggende e folklore. "L'idea nasce da un incontro fortuito in Val d'Aosta con Valentino. Ci siamo trovati di fronte a una pizza grazie a una blogger amica comune e abbiamo deciso di provare a scrivere qualcosa insieme. La stesura è avvenuta con un continuo scambio di bozze e riscritture incrociate", racconta Luca Arnaù all'ANSA.
    Una ricostruzione filologica meticolosa che ha attinto direttamente a fonti d'epoca: "Per la ricostruzione storica abbiamo trovato un documento del 1586, 'L'Ospidale de' pazzi incurabili' di Tomaso Garzoni, di cui abbiamo consultato una copia originale all'Università di Padova. Per quanto riguarda Poveglia, è un luogo che si porta dietro una fama secolare: nel Cinquecento e nel Medioevo fu lazzaretto per i malati di peste e poi ospedale per gli ossessi e i matti della Serenissima".
    A fare da trait d'union tra le due epoche è proprio la musica, con l'eco inquietante della melodia di un antico carillon: "Volevamo dare una spiegazione non banale, quasi logica, del potere taumaturgico della musica e delle vibrazioni come forze motrici dell'universo capaci di aprire o chiudere determinati portali. In questo ci siamo ispirati a Stephen King: pensate a un capolavoro come '22/11/63', dove c'è un portale temporale e l'autore non ti dà spiegazioni logiche su come esista, semplicemente c'è. Noi abbiamo cercato di fare un passo oltre, inserendo anche la figura di preti esorcisti autorizzati dal Vaticano: per chi crede, i demoni esistono".
    Il romanzo si fa anche veicolo di un'intensa riflessione sociale: "La violenza sulle donne non accenna a diminuire. Nel Cinquecento una donna che non si piegava alla violenza o che aveva idee proprie, veniva facilmente considerata pazza o strega e fatta sparire in un manicomio o in un convento. Penso alle donne bruciate sul rogo come streghe o alla parabola di Giovanna d'Arco: condannata e arsa quando è diventata scomoda, per poi essere fatta santa soltanto quando non poteva più fare paura a nessuno".
    Da sceneggiatore Arnaù sogna una trasposizione cinematografica: "'L'Antagonista' è perfetto perché è quasi interamente ambientato all'interno di un manicomio, quindi non richiederebbe costi di ricostruzione altissimi. Purtroppo in Italia c'è la tendenza a evitare le storie in costume e a puntare sempre sugli stessi moduli narrativi, dimenticando che abbiamo avuto maestri dell'horror pazzeschi come Dario Argento e Lucio Fulci".
    Per Arnaù è un momento di straordinaria fertilità creativa: "Ho appena finito una sceneggiatura su un serial killer che si muove nel mondo della lirica e dietro le quinte del Requiem di Verdi al Teatro Regio di Parma, ho pronto 'Ritorno a Venezia' sul viaggio di ritorno di Marco Polo dal Catai via mare, un altro libro sulla prima indagine di Machiavelli come investigatore improvvisato e poi 'Vlad 2', che uscirà a maggio in occasione del Salone del Libro".
   

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