Trieste celebra James Joyce e il suo Ulisse con il festival Bloomsday
Dal 13 giugno appuntamento con letteratura, teatro e arti visive
Prende ispirazione da Nestore, il secondo episodio dell'Ulisse, che indaga i temi della storia, della memoria, dell'educazione, dell'identità e del rapporto tra passato e futuro, l'edizione 2026 del Bloomsday, il festival che celebra James Joyce e il suo capolavoro.
Dal 13 al 16 giugno Trieste diventerà ancora una volta la città di Joyce: un luogo in cui letteratura, arte e vita quotidiana si incontrano, invitando tutti a partecipare, scoprire e lasciarsi sorprendere. La rassegna, presentata oggi, propone un programma che intreccia letteratura, teatro, arti visive, musica, cinema, divulgazione, laboratori ed esperienze enogastronomiche.
Organizzato dal Comune di Trieste - Lets Letteratura Trieste e dall'Università locale, sotto la direzione artistica di Riccardo Cepach e la direzione scientifica di Laura Pelaschiar, Bloomsday Trieste è promosso con il contributo della Regione Friuli Venezia Giulia ed è patrocinato dal Consolato Generale d'Irlanda a Milano. "Il Bloomsday celebra James Joyce, un artista e un concittadino di lustro che ha contribuito ad arricchire la cultura di Trieste tramite i messaggi che tuttora ci trasmette attraverso la sua opera", ha affermato l'assessore comunale alle Politiche dell'Educazione e della Famiglia Maurizio De Blasio.
Tra i momenti centrali del festival figurano anche tre esposizioni di arte figurativa che dialogano con l'universo joyciano attraverso linguaggi contemporanei e originali. Dalle opere di Paolo Pascutto, che ha elaborato l'immagine guida dell'edizione 2026 reinterpretando Joyce attraverso l'immaginario dell'arte vascolare greca, alla graphic novel dell'Ulisse realizzata da Alexandros Karavas, fino alla mostra collettiva del Gruppo78 dedicata al confronto tra generazioni artistiche. In cartellone anche le passeggiate letterarie che accompagnano cittadini, visitatori e turisti alla scoperta della Trieste di Joyce.
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