Sciopera la cultura, dagli Uffizi a Brera presidi in tutta Italia
Il 12 giugno la prima mobilitazione nazionale dei lavoratori del settore
Da piazza del Plebiscito agli Uffizi, da Brera alle Gallerie dell'Accademia a Venezia, con manifestazioni in 15 piazze di tutt'Italia, ben due solo a Roma.
È una mobilitazione nazionale quella dei lavoratori del settore culturale che hanno proclamato Fp Cgil e Nidil Cgil per chiedere uguali diritti, tutele e retribuzioni per tutti i lavoratori del comparto e investimenti nei settori culturali. Si tratta del primo sciopero nazionale del lavoratori del settore, quelli che operano presso il ministero della Cultura e nel comparto Federculture: si svolgerà per l'intera giornata del 12 giugno.
"Il settore della Cultura in Italia è da troppo tempo sottofinanziato, non riconosciuto nella sua specificità professionale, con un ricorso continuo alla precarietà. Un settore che non valorizza lavoratrici e lavoratori, frammentato, invisibile e spesso ricattabile", dichiarano Giordana Pallone, segretaria nazionale Fp Cgil e Roberta Turi, segretaria nazionale Nidil Cgil. "Questa mobilitazione serve a rompere quel silenzio. Serve a dire che un Paese che non rispetta chi produce cultura non merita di chiamarsi civile. Il 12 giugno invitiamo tutte le lavoratrici e a tutti i lavoratori del settore di alzare la testa insieme per chiedere investimenti pubblici in tutti i settori culturali per riconoscere il valore di chi la cultura la promuove, la custodisce, la crea", concludono le sindacaliste.
Per farlo sono state organizzate piazze in tutta Italia. In particolare sono previsti presidi, dalle 10 della mattina circa, a Napoli a piazza del Plebiscito, a Firenze agli Uffizi, a Pisa a Piazza XX Settembre, a Milano alla Pinacoteca di Brera, a Brescia al Capitolium in piazza del Foro, a Genova davanti la Prefettura, a Bari alla Cittadella della Cultura, a Venezia alle Gallerie dell'Accademia, a Torino in Piazza Garignano, a Ravenna in piazza del Popolo, mentre a Padova si terrà una conferenza stampa alla Biblioteca Universitaria e a Roma si terranno due presidi: uno in piazza del Planetario di Roma, al Museo Nazionale Romano, l'altro in piazza Argentina. A Mantova si farà volantinaggio in piazza Sordello, e, mentre è ancora da definire l'appuntamento a Cagliari, a L'Aquila è previsto un presidio davanti alla prefettura in orario mattutino.
Alla base delle rivendicazioni il riconoscimento della dignità professionale ed economica del lavoro culturale, con contratti di filiera che restituiscano autorità alla contrattazione collettiva; il superamento strutturale della precarietà attraverso la reinternalizzazione dei servizi esternalizzati e la stabilizzazione delle lavoratrici e dei lavoratori precari con un piano straordinario di assunzioni nel ministero della Cultura e nelle istituzioni pubbliche e valorizzazione del personale; l'istituzione di un reddito di discontinuità per tutte le professioni culturali caratterizzate da intermittenza strutturale, la piena applicazione delle norme di salute e sicurezza anche per chi lavora con contratti atipici o discontinui.
A tutto ciò si aggiunge una denuncia politica: "È inaccettabile che il governo scelga di tagliare i finanziamenti alla Cultura per alimentare la corsa al riarmo. Noi scegliamo la cultura, il lavoro, la pace", commentano le categorie confederali. È "un grido che nasce da una verità semplice: la cultura in Italia viene costantemente penalizzata nei bilanci pubblici, mentre diventa terreno di gestione politica e clientelare quando si tratta di nomine nei consigli di amministrazione" commenta il capogruppo M5s al Senato Luca Pirondini.
Riproduzione riservata © Copyright ANSA