Ottavia Piccolo, il 'mio' Giacomo Matteotti un omaggio al teatro civile
ANSA - Cultura

Ottavia Piccolo, il 'mio' Giacomo Matteotti un omaggio al teatro civile

Giovedì 29 gennaio 2026
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Un ritratto del deputato socialista nella pièce di Stefano Massini in tournée con Cedac

Una pagina tragica della storia del '900 Novecento rivive sulla scena con "Matteotti / Anatomia di un fascismo" di Stefano Massini con regia di Sandra Magini.
    Ottavia Piccolo, tra le più conosciute e amate attrici italiane, sarà protagonista il 4 febbraio alle 21 al Civico di Alghero, il 5 alle 21 al Teatro del Carmine di Tempio, il 6 alle 20.30 al Costantino di Macomer, il 7 alle 21 al Tonio Dei di Lanusei e l'8 alle 20.30 al San Giuseppe/Bocheteatro di Nuoro per la Stagione di Prosa del Cedac.
    "Il testo è costruito sulla figura di Giacomo Matteotti, non tanto sul suo assassinio, ma su chi era e cosa pensava il deputato socialista - racconta all'ANSA l'artista altoatesina -, rapito e ucciso da una squadra fascista il 10 giugno del 1924, sul suo percorso politico e umano". Sul palco Ottavia Piccolo - accompagnata dall'Orchestra Multietnica di Arezzo - dà voce ai diversi personaggi tra cui la moglie, la poetessa Velia Titta, che gli fu sempre accanto e i braccianti del Polesine per i cui diritti si era lungamente battuto, contro lo sfruttamento da parte dei proprietari terrieri.
    "È uno spettacolo di teatro civile come in Donna non rieducabile dedicato ad Anna Politkovskaja e Occident Express, scelgo testi - spiega l'attrice - che si occupino della nostra contemporaneità. Non penso che in Italia ci sia da aspettarsi un ritorno delle camicie nere, ma si sta diffondendo nel mondo un desiderio di autoritarismo, come se la democrazia fosse una forma di governo superata: stiamo andando verso un assolutismo che mi preoccupa".
    Un esordio folgorante, giovanissima, in Anna dei miracoli accanto ad Anna Proclemer, con regia di Squarzina, poi Le notti bianche in tv e il debutto cinematografico ne Il Gattopardo di Visconti: Ottavia Piccolo ha proseguito la sua carriera in teatro, diretta tra gli altri da Strehler e Ronconi, interprete pluripremiata in Metello di Bolognini.
    "Tutto è cominciato per caso - confessa -, mia madre mi ha portata a fare un'audizione e ho avuto la parte. Nessun talento precoce e nessuna vocazione, ero come tutti i bambini; poi sono andata avanti e ci sono stati gli incontri con registi importanti e grandi attori ed attrici, che sono diventati i miei maestri. Dagli anni Duemila mi dedico soprattutto alla drammaturgia contemporanea, con testi che cercano di intercettare i problemi dell'oggi e indagano il rapporto dell'essere umano con il potere, con la morte, con la guerra e con l'amore".
   

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