Giorgio Battistelli, "Con OperaPaese rimetto al centro il lavoro manuale"
ANSA - Cultura

Giorgio Battistelli, "Con OperaPaese rimetto al centro il lavoro manuale"

Giovedì 2 luglio 2026
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In scena al Teatro Alighieri di Ravenna venerdì 3 luglio alle 21

(di Giulia Bertollini) Gli artigiani salgono sul palcoscenico insieme ai musicisti, trasformando il lavoro quotidiano in materia sonora e teatrale. Debutta in prima assoluta venerdì 3 luglio alle 21 al Teatro Alighieri di Ravenna OperaPaese, il nuovo progetto del compositore e direttore Giorgio Battistelli, con testi e voce di Guido Barbieri, l'Icarus Ensemble, la Banda Musicale Cittadina di Ravenna diretta da Mauro Vergimigli e la partecipazione di artigiane e artigiani del territorio, in collaborazione con CNA e Confartigianato della provincia di Ravenna.
    Lo spettacolo nasce dall'evoluzione di Experimentum Mundi, l'opera che Battistelli presentò nel 1981 mettendo in dialogo musicisti e artigiani al lavoro con i loro strumenti. A oltre quarant'anni di distanza, il compositore riprende quella intuizione adattandola ai territori che la ospitano. "L'idea - ha spiegato Battistelli all'ANSA - è rimettere al centro dell'opera d'arte l'umanità delle persone, valorizzando il lavoro degli artigiani e la dimensione della manualità, che oggi è sempre più rara e difficile da preservare. Il progetto vuole creare una connessione tra la produzione artigianale, il lavoro manuale e la musica d'arte, quella che tradizionalmente viene considerata 'arte alta'. Questo progetto è molto diverso da Experimentum Mundi, OperaPaese è infatti la seconda opera che realizzo: la prima, due anni fa, è stata dedicata agli Appennini, mentre questa volta il lavoro prende forma a Ravenna.
    La musica non viene portata dall'esterno: nasce dal territorio stesso. Lavoro con le persone e le realtà che incontro nel contesto locale. A Ravenna abbiamo coinvolto 35 artigiani, direttamente dalle loro botteghe, una trentina di coristi e persone comuni incontrate in città: una commessa di una boutique, un gelataio e tanti altri cittadini. Ho chiesto loro di salire sul palcoscenico e di cantare. Accanto a loro c'è un ensemble musicale che suona e interagisce con queste presenze.
    Si incontrano così due mondi: quello della grande cultura musicale e quello antropologico del lavoro manuale e dei saperi artigianali, un patrimonio umano che oggi rischia progressivamente di scomparire".
    Sul ruolo del teatro musicale in un'epoca segnata dalla digitalizzazione e dall'intelligenza artificiale, Battistelli risponde: "Non voglio prendere il mondo dell'artigianato e rinchiuderlo in un museo, trasformandolo in qualcosa di statico e immobile. Al contrario, voglio mantenerlo vivo, dinamico.
    Prendo un frammento di un paese, uno spaccato della sua vita quotidiana, e lo porto sul palcoscenico così com'è, con le persone che lo abitano e lo rendono vivo. Entrando in teatro, il pubblico vede una città che prende vita davanti ai propri occhi.
    Certo, c'è anche una dimensione legata alla memoria: ci si emoziona nel rivedere mestieri che oggi sono quasi scomparsi".
    Al centro simbolico dello spettacolo c'è anche la figura della "Vecchia del Paese", affidata a Mila Croci, novantaduenne sassofonista delle bande del territorio. "Durante lo spettacolo le lasceremo raccontare alcuni frammenti della sua vita, mentre l'orchestra suonerà. Sarà un momento di grande intensità, in cui la sua voce e la musica si intrecceranno, dando vita a un racconto profondamente umano", anticipa.
    Sui suoi prossimi impegni, Battistelli annuncia: "La mia prossima sfida sarà L'Avversario, un'opera tratta dall'omonimo romanzo di Emmanuel Carrère. Debutterà al Teatro Massimo di Palermo e successivamente sarà rappresentata al Teatro dell'Opera di Roma. La regia è affidata a Roberto Andò".
   

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