Rubini, 'Eduardo oggi racconterebbe il dilemma di un artista davanti alla verità'
ANSA - Cultura

Rubini, 'Eduardo oggi racconterebbe il dilemma di un artista davanti alla verità'

Sabato 4 luglio 2026
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Dopo il film, al Campania Teatro Festival il nuovo spettacolo sui fratelli De Filippo

"Eduardo oggi? Racconterebbe il dilemma di un artista, che non sa se può permettersi il pericoloso lusso di dire fino in fondo la verità". A dirlo all'ANSA è Sergio Rubini, che dopo averli raccontati al cinema, quasi a chiudere un cerchio, ora porta anche in teatro I fratelli De Filippo, spettacolo dedicato alla vita e al genio di Eduardo, Titina e Peppino. Coproduzione Teatro Stabile di Catania, Best Live e Fondazione Campania dei Festival, lo spettacolo è tratto dal libro Vita di Eduardo di Maurizio Giammusso (ed. Minimum Fax) e Rubini lo firma insieme a Carla Cavalluzzi e Angelo Pasquini, pronto al debutto al Mercadante di Napoli il 5 e 6 luglio per il Campania Teatro Festival (e in tournée da novembre con tappe a Palermo, Napoli, Torino, Marcianise, Lecce, Taranto, Bari, Agrigento, Messina, Catania, Reggio Calabria).
    Come al cinema, al centro ci sono gli anni giovanili e quel momento d'oro, dal 1931 al 1944, quando sotto l'insegna della Compagnia del Teatro Umoristico i De Filippo conquistarono i palcoscenici di tutta Italia. "Volevo raccontare il trio, come fossero i Beatles", spiega Rubini che si è ritagliato una serie di piccole parti, come il narratore ispirato alla scena del caffè sul balcone in Questi fantasmi. Al suo fianco, Susy Del Giudice e Marianna Fontana e poi Francesco Del Gaudio, Antonio Orefice, Angela Rosa D'Auria, Simone Borrelli, Emanuela Saccardi, su musiche di Nicola Piovani.
    "Nella loro storia - dice - c'è l'uccisione del padre e della sua poetica, la storia dell'Italia e della ricostruzione. È un grande racconto popolare, di dolore ma anche di speranza: chiamarsi De Filippo, come la madre, era l'elemento più umiliante al tempo. Ma nell'arco di due-tre anni riuscirono ad affermare il loro cognome e a far dimenticare quello del padre.
    Fino al 'teatro di Eduardo', per il quale basta ancora solo il nome".
   

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